Musica e avanguardie, dagli "Amici" altre sorprese...

I concerti di "Musica/ Realtà" alla palazzina Liberty: da Kurtag a Ligeti, passando da Manzoni.
Pestalozza: “Nel 2009 ci sarà il teatro di stanza…”

Chi ha visto il film muto “Rapsodia satanica” a ottobre probabilmente sa già di che cosa si parla: è una delle “opere in video” presentate con musiche dell’ottocentesco Pietro Mascagni nella sala di via Vittorio Veneto numero 2 dagli “Amici di Musica/Realtà”. Tra ricerca storica e suoni inediti, avanti tutta per l’associazione fondata dal musicologo Luigi Pestalozza. Anche alle ultime battute della stagione - che al contrario delle altre inizia a gennaio e termina a dicembre - non abbassa la guardia. Anzi, già prepara il nuovo calendario, che partirà a gennaio, e lavora per chiudere degnamente questa con delle chicche e con la logica di sempre; ovvero quello di tenersi lontani dalle esigenze mercantili (prossimi appuntamenti martedì 11 novembre – da Manzoni a Kurtag - e il 25 novembre - da Bach a Ligeti; dalle 21 alla palazzina Liberty; e ancora opere in video all’Oberdan). “La prima delle novità è nel marzo 2009 – anticipa Pestalozza -: faremo quello che abbiamo battezzato il Teatro di stanza. Ho pensato di chiedere dei lavori di agile rappresentazione per cinque strumenti e due voci a tre compositori, che sono Fabrizio Casti, Maurizio Ferrari e Alessandro Melchiorre…”. Proposta numero due degna di nota è l’appuntamento sulla “lirica del Novecento attraverso le lenti di compositori come Kurt Weill e Gioacchino Rossini; il canto sarà quello del soprano italo-russo Silvia Vadimova…”. E ancora, nel bel mezzo del concerto dell’orchestra milanese “Cantelli” spunterà “un inedito per flauto solo di una ventina di minuti del compositore Giacinto Scelsi”, prosegue il professore. In attesa del prossimo anno musicale dunque, occhio a quello “vecchio” con le sue iniziative: martedì i pianisti Ciro Longobardi, Gregorio Nardi e Alfonso Alberti proporranno un repertorio che va dal Settecento al Novecento; 18 compositori tra i quali uno dei maestri italiani del nostro tempo, Giacomo Manzoni. “C’è pure Fausto Razzi, classe ‘32 – fa eco Pestalozza – . Come altri della avanguardia romana, vedi Evangelisti, Macchi e Guaccero, ha fatto discorso a sé”. Musica materica, attenzione all’elettronica, linguaggi avanzati. Infine largo ai giovani con lavori firmati da Filippo Perocco: delle sue sue opere sono state commissionate ed eseguite dalla Holland Symphonia. Gra finale con “video opere allo spazio Oberdan”. “L’Arcobaleno” di Ferruccio Busoni e “Happy end” di Kurt Weill.