La musica come energia vitale

Forse non tutti sanno che Michael Nyman non ha scritto soltanto la colonna sonora di «Lezioni di piano» o di molti dei film di Peter Greenaway.
Minimalista, Nyman è un compositore a tutti gli effetti, autore di musica per diversi tipi di gruppi strumentali ed eseguita in tutto il mondo.
Il compositore britannico è ospite del Festival della Scienza e debutterà questa sera in anteprima mondiale alla Sala Maestrale dei Magazzini del Cotone con «Something Connected With Energy», composto ad hoc in occasione della celebrazione del settantesimo anniversario di attività del Gruppo Erg.
Una produzione multimediale, eseguita dall'Ensemble Sentieri Selvaggi diretto da Carlo Boccadoro e accompagnata da un montaggio di immagini «composte» in movimenti e sequenze ritmico-visive.
Maestro Nyman, che differenza c'è tra il compositore da film e il compositore «puro»?
Il compositore è sempre lo stesso, disoccupato ora per quanto riguarda le produzioni cinematografiche, in piena attività sull'altro versante. Il concerto di stasera però utilizza anche immagini: certo, immagini che io stesso ho montato e correlate alla musica che ho composto, il tutto sul tema dell'energia: i musicisti suonano mentre sullo schermo, in sequenza, una bambina impara a camminare, un gruppo di uomini iraniani danza, una tempesta infuria; appare addirittura quella centrale di Berlino Est che distribuiva energia a tutta la Repubblica Democratica Tedesca. Energia vitale, energia violenta, energia «politica», tutto quello insomma che si può abbinare a questo concetto così multiforme.
Perché proprio a Genova?
Con Genova ho un rapporto particolare, risale al 2003 l'esecuzione in questa città della mia opera teatrale «L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello» e rimane tuttora il proposito di presentare anche un'altra delle mie opere «scientifiche». Sono amico e collaboratore del Festival e ho accolto con entusiasmo l'invito a questa esperienza «energetica».
A proposito della sua musica, amata, ma a volte anche criticata: qual è il suo rapporto con la «tradizione» musicale colta? Guardi, io sono naturalmente infarcito di musica cosiddetta «classica», non posso prescindere da quello che i grandi maestri hanno composto nel corso dei secoli: ma io ho un linguaggio diverso, che da un piccolo nucleo sviluppa un discorso compositivo totalmente diverso. Sbaglia chi sostiene che nelle mia musica non c'è melodia, siamo semplicemente davanti ad una nuova, contemporanea, concezione di spettacolo musicale, tutto qui. Basterebbe solo ascoltarla.