Musica, festival in accordo con Torino

(...) e l'assoluta certezza che, comunque fosse andata, Milano avrebbe manifestato la sua eccellenza nel teatro, come farà. Ma la ragione per la quale respingo la critica di Sterpa («lo diciamo a Sgarbi: meno parole, meno esibizioni spettacolari, più fatti e anche un po' di serietà») non è solo perché egli ha sbagliato l'indirizzo, e neppure perché, in un tempo così breve, mai assessorato alla cultura ha espresso «più fatti», ma perché la sua preoccupazione per il festival della musica è senza fondamento. Tra i «fatti» c'è che il Festival è già deciso e stabilito (fra mille polemiche, fra l'altro, sfuggite a Sterpa) non in «competizione», ma in accordo con Torino. Il Festival si chiama Mito, non attende alcuna manna dal cielo, giacché beneficia di un finanziamento dell'amministrazione comunale di 3 milioni di euro, secondo una mia determinazione, per stabilire un accordo alla pari con la città di Torino che ne mette altri tre.
Non abbiamo dovuto né chiedere né aspettare elemosine da Roma (intesa come «manna dal cielo»). Milano è la prima città industriale italiana, dispone delle più importanti istituzioni musicali e teatrali, e può realizzare festival senza aspettare che glielo conceda il governo. Questa posizione, statalista, come passiva attesa delle decisioni di un governo non amico, appare assai strana in quella che dovrebbe essere la concezione liberale di Sterpa. Io posso solo rassicurarlo, dirgli come sono e quali sono i fatti e aggiungere che la serietà è anche nell'affermare cose vere sulla base di fatti certi. Per il festival della musica non c'è nessun «palio», c'è solo da aspettare che inizi e che abbia la fortuna che merita, nonostante le sinistre invidie. Verum ipsum factum.
*Assessore alla Cultura del Comune di Milano