La musica a Milano prepara un weekend da vere prime donne

All’Auditorium arriva Natasha Korsakova, la violinista russa amata (anche) dagli stilisti. E domani sera alla Scala il "divo" Barenboim inaugura due mesi di concerti con la filarmonica

Sarà una domenica di prime donne (anche in senso lato) della musica. Tanto per cominciare, largo al factotum del globo musicale. Ovvero a Daniel Barenboim, pianista, direttore d'orchestra, fondatore di complessi musicali, scrittore. E pure conversatore acuto e ironico, insomma uno che quando appare in tv o in conferenze fa sempre un bel figurone. Con il concerto di domenica (ore 20, repliche martedì e mercoledì), alla Scala, Barenboim inaugura la lunga presenza su territorio milanese, quasi due mesi: un'eternità per un giramondo come lui. Da una decina di giorni è infatti nel teatro massimo cittadino alle prese con Die Walküre, l'opera (di Richard Wagner) dell'inaugurazione del cartellone. Così come sarà lui ad avviare la stagione di balletto, con Lago dei cigni. Domenica è sul podio della Filarmonica scaligera impegnato in pagine di Schubert e il Te Deum di Bruckner, mentre dal pianoforte suonerà e dirigerà il Concerto K491 di Mozart. Barenboim è notoriamente un bulimico della vita, regge le sorti del teatro milanese e di quello di Berlino, fa il direttore ospite, il pianista, porta in giro la sua diletta Divan orchestre con in tasca passaporto israeliano e palestinese: unico caso al mondo.
Sempre domenica, all'Auditorium Cariplo, doppio concerto con l'Orchestra Sinfonica Verdi: alle ore 11, l'appuntamento è con il ciclo Nino Rota e il pomeriggio, alle 16, suona (con l'orchestra) la violinista russa Natasha Korsakova. Già, non è questione di omonimia: la Korsakova, trentasette anni portati piuttosto bene, è l'ultimo germoglio dell'albero musicalissimo dei Korsakov, stirpe che apre con il compositore Nikolaj Rimsky, l'autore del Volo del calabrone e Sherazade, e con i violinisti Andrej e Boris. Lei è una donna nata sotto una buona stella. Un magnete di nomi importanti. Per lei s'è mobilitata Laura Biagiotti, che le fornisce gli abiti da concerto, quindi Uto Ughi, che ne ha sostenuto il lancio italiano. Poi c'è Antonio Caprarica. Che c'entra il noto giornalista? Conobbe la mamma (pianista) della ragazza durante un concerto all'Ambasciata italiana di Mosca, se ne innamorò e se la sposò, dunque è il patrigno di Natasha. Lei, da prodigio del violino, sabato è stata invitata a tenere una conferenza (ore 15) allo Spazio Antologico di Via Mecenate, all'interno del ciclo «21 minuti. I saperi delle eccellenze». Si aggiudica, dunque, uno spazio fra pezzi da Novanta come Premi Nobel (David Gross e Woodrow Clark), supercampioni di scacchi (Susan Polgar), direttori di testate (Mario Calabresi).
La mattina domenicale si apre con le prelibatezze di Nino Rota, sempre all'Auditorium Cariplo (ore 11), con l'Orchestra Verdi diretta da Giuseppe Grazioli. Con Rota la mente corre alla miriade di colonne sonore, tra cui quella del Padrino e della Dolce vita. A Rota, nato esattamente cent'anni fa, la Verdi dedica un ciclo di dieci concerti domenicali. Una ventina d'ore di musica in tutto: in parte nota ma pure no, tutta recuperata dal Fondo veneziano curato da Francesco Lombardi. Il Fondo, ci spiega Lombardo, custodisce musica (altri 190 pezzi oltre le musiche per film), ma anche scritti di Rota. Tra cui una lettera, da poco scovata, scritta da Fellini.