«Musica Nuda» note pure dal duo Magoni e Spinetti

Prima volta al Blue Note, domani sera, per il duo jazz formato dalla cantante pisana Petra Magoni e dal contrabbassista casertano (già negli Avion Travel) Ferruccio Spinetti, ed è già subito un successo. Esaurita la prima esibizione delle 21, restano a disposizione solo i biglietti per la replica delle 23 (ingresso 21 euro, che diventano 16 euro se acquistati al botteghino almeno due ore prima dell'esibizione). È la riprova che l'affascinante e imprevedibile progetto ribattezzato Musica Nuda, con il quale il duo capitanato dalla moglie del pianista Stefano Bollani prova ad andare al nocciolo della melodia e della pura emozione col semplice ausilio di una voce (virtuosa e versatile) e di un contrabbasso, non solo piace e convince, ma gode di uno zoccolo di fan via via crescente. In patria e non solo: già, perché la bella trovata di reinterpretare una variegata serie di canzoni altrui in versione essenziale e spogliata di orpelli sonori ha conquistato per primi i cugini francesi. Il doppio show milanese ruoterà soprattutto intorno all'ultimo album, la prima incisione per la prestigiosa etichetta jazz Blue Note, dal titolo «Musica Nuda 51/21». Due numeri (55 è Musica, mentre il 21 è Nuda) per evocare esplicitamente la cabala. Nel disco, aperto da una inedita ballata scritta da Pacifico, «Pazzo il Mondo», la voce ora limpida, ora melodiosa e orientata al jazz, della Magoni, avvolge l'ascoltatore e lo trascina in un'atmosfera senza tempo, dove la sensuale «Chanson des vieux amants» di Jacques Brel (ospite al pianoforte Stefano Bollani) segue un'acceleratissima e convincente versione di «Bocca di rosa» di Fabrizio De André, mentre un classico di Battisti («Sì viaggiare», con le dissonanze del trombone di Gianluca Petrella) convive con un inedito di Cristina Donà («La pittrice di girasoli»), e la scuola brasiliana di De Moraes e Jobim («Eu sei que vou te amar») con i classici napoletani («Anema e core») e una manciata di brani originali composti dalla coppia.