Musical e mistero: ecco lo Shakespeare del nuovo millennio

Lavia in stato di grazia regista e protagonista di «Misura per misura». Gran successo al teatro Argentina di Roma con un inizio alla «Rocky Horror Picture Show»

Pochi capolavori shakespeariani sono ambigui come Misura per misura. Tanto che, ogni volta che va in scena, tutti si chiedono di quali illuminanti interpretazioni si farà carico il nuovo allestimento. Si rispetterà fino all'ossessione l'ambientazione in una Vienna di princisbecco o si calerà la parabola del Buon Governo ideale in una no man's land priva di riscontro con l'età elisabettiana? Si ignorerà il precedente brechtiano che lo riscrisse in Teste tonde e teste a punta o ci si ispirerà al limpido dettato musicale del giovane Wagner? La parabola del Duca, esule come Cristo dalla terra dei suoi fedeli per vigilare, sotto le umili spoglie di un servo di Dio, sui limiti e i pregi di uno stato laico sottratto al dominio della dinastia è un assioma fine a se stesso? O il suo ritorno nelle vesti di un Dio-Padre che consegna i reprobi al lavacro della dignità ritrovata è l'anglico equivalente degli auto sacramental di Calderòn?
Questo ci chiedevamo assistendo allo spettacolo che Gabriele Lavia, protagonista e regista ha allestito confortato da un trionfale successo di pubblico. E siamo stati compensati dall'affascinante molteplicità di segni, inquietanti e no, disseminati nello sterminato spettacolo-pageant abilmente congegnato dal nostro straordinario animatore. A cominciare dall'esordio in chiave musical del bordello di Madama Strafotta agìto nello spirito dissacrante di Rocky Horror Picture Show.
Con la danza di quei miserabili fantasmi da lussuria metropolitana, più cadaverici che perversi, condotti magistralmente dalle adunche grinfie di un bravissimo Francesco Bonomo prima di approdare alla stanza delle torture dove Lorenzo Lavia, sotto lo sparato di un Angelo dalla bianca chioma rasata a guisa di ala sulla testa implume, si comporta con l'astratto furore di uno Scarpia pronto a torturare la Tosca fin troppo asettica di Federica Di Martino. Per concludere alla grande nel finale pirandelliano con un Lavia in stato di grazia che, costretto all'obbedienza il beffardo Bargello di Marco Cavicchioli, invita Isabella a rinunciare alla tonsura di Gio- vanna D'Arco per abbracciare le vie dell'amore.

MISURA PER MISURA - di Shakespeare. Compagnia Lavia e Teatro di Roma. Regista e interprete: Gabriele Lavia, con Francesco Bonomo, Lorenzo Lavia. Roma, Teatro Argentina, fino al 9 maggio.