Mussari: «Per il cda di Generali Caltagirone è la scelta migliore»

Il presidente di Mps: «Telecom? Siamo freddini». Nei conti 2006 910 miliardi di profitti

da Milano

Giuseppe Mussari si presenta per il suo primo bilancio da presidente di Mps con un utile record per la banca senese: 910 milioni, il 20% in più dei 753 milioni del 2005, con la distribuzione di un dividendo di 0,17 euro per azione contro 0,13 dell’anno scorso. E si presenta soprattutto con la chiusura dell’operazione Mps Vita, il cui 50% è stato venduto ad Axa per 1,15 miliardi. Axa ha acquisito il 50% sia del business vita, sia di quello danni, per dare il via a una partnership di durata decennale, rinnovabile. La gestione sarà di Axa, con il diritto di veto per Mps su materie di rilevanza strategica.
Ma Mussari e il Monte dei Paschi hanno tenuto a marcare anche il loro peso nel sistema, esprimendo l’intenzione di esprimere un rappresentante nel cda delle Generali, dove Mps mantiene il diritto di voto sulla quota dell’1,7%. «Abbiamo diritto di voto e intendiamo esercitarlo. Aspettatevi un cambiamento importante da parte nostra», ha detto Mussari in vista del rinnovo del vertice della compagnia, ricordando che non esiste un vincolo giuridico per un rappresentante delle banche nel cda del Leone ma che, come è sempre stato, «è sicuro che qualcuno con questa origine ci sarà. Finora erano tre, speriamo siano altrettanti». Anche se, ha precisato, «le banche non hanno diritto a nulla. Ci sarà una lista, vedremo». Sul nome, richiesto della possibilità che questo possa essere il vicepresidente di Mps Francesco Gaetano Caltagirone, Mussari ha confermato che «Caltagirone potrebbe essere la migliore risposta possibile».
Precisa anche la posizione su Telecom Italia: di fronte all’ipotesi di una partecipazione bancaria nella cordata che potrebbe rilevare l’80% di Olimpia dalla Pirelli, Mussari ha detto: «I giornali hanno scritto tutti che siamo freddini e hanno scritto bene».
Di Generali ha parlato anche il presidente di Axa Henri De Castries, che sui rapporti tra le due compagnie ha detto: «L’accordo con Mps è il migliore possibile e non abbiamo bisogno di altri soci sul mercato italiano».
Per quanto riguarda il capitolo della crescita, Mps sarebbe in teoria interessata ad Antonveneta nel caso in cui l’evoluzione delle trattative tra Abn e Barclays portasse alla vendita di questo asset. Mentre non è invece interessata a una eventuale acquisizione della quota della banca olandese in Capitalia. «Nel caso ci fosse disinteresse per gli asset totali di Abn in Italia - ha detto Mussari riferendosi ad Abn - noi saremmo anche interessati, non lo siamo invece per gli asset parziali».