Mussi fa il duro: "Ora salteranno molte teste"

Il ministro annuncia un nuovo scandalo: "Buste aperte prima di un concorso". Ma non rivela il nome dell’ateneo coinvolto

Roma - «Ho ricevuto molte segnalazioni di “stranezze”, dai trattamenti di favore alle buste di test aperte; le verificherò una per una e poi si provvederà. Ma se gli errori derivano da sciatteria o trascuratezza, perché magari qualcuno non ha fatto i controlli che doveva qualche testa sicuramente salterà». Lo ha detto il ministro dell’Università e ricerca Fabio Mussi ieri in viaggio verso il Sud Africa, commentando le polemiche sulle prove di ammissione ai corsi universitari a numero chiuso. Intanto si scopre che ci potrebbe essere anche un nuovo possibile caso di buste di test manipolate in un’altra università italiana. A denunciarlo è stato ieri lo stesso ministro dell’Università: «Ci sarebbero buste aperte prima di un concorso in un’altra università e a segnalare che qualcosa non andava è stato, in questo caso, il rettore medesimo, cosa di cui lo ringrazio» ha detto Mussi, il quale non ha però indicato di quale università si tratti.

Il ministro della Ricerca è tornato sulla questione della fuga di notizie relativa ai test di ammissione ai corsi di laurea in medicina a margine dell’inaugurazione del polo sudafricano del Centro internazionale di genetica e biotecnologia. Riferendosi al caso citato «è evidente - ha detto il ministro - che se si accerta il fatto che in un’università i quiz erano a qualcuno noti il giorno prima, perché qualcuno li aveva trafugati, lì il concorso sicuramente salta». Pare, in sostanza, secondo quanto segnalato al ministro, che le buste dei quiz siano state trafugate e aperte, per poi essere rimesse al proprio posto: «Devo avere la certezza - ha detto Mussi - ma se la certezza di questo fatto ci sarà allora il concorso salta». Ad ogni modo, ha proseguito Mussi, «i miei uffici stanno facendo una relazione completa su tutta la vicenda e al mio rientro si prenderanno le decisioni. Bisogna considerare partitamente i problemi, quali sono cioè i problemi di sistema, di errori e gli eventuali problemi di abuso, che sono cose diverse». Quanto al caso dell’università di Messina, dove si concentrerebbero i migliori risultati nei test per l’ammissione ai corsi di medicina, «quando ci sono delle anomalie statistiche - ha concluso il ministro - bisogno capirne il perché, poi naturalmente c’è anche il caso, ma bisogna interrogarsi».