Musso attacca la Giunta: «Basta, fate troppi debiti»

Prima sembrava che andassero tutti d’accordo, anche se i toni delle interrogazioni degli esponenti di centrodestra, ieri in consiglio comunale, erano decisi. Subito con Aldo Praticò, capogruppo di An, pronto a chiedere delucidazioni in merito alla graduatoria per gli alloggi comunali: «Non è possibile – accusa Praticò - che sei impiegati gestiscano manualmente 2400 domande. Ed è assurdo che il bando si faccia solo a settembre e che un indigente sfrattato a ottobre debba attendere un anno, finendo in coda agli scartati dell’anno precedente». L’assessore Pastorino gli dà in parte ragione, tanto che, entrambi, si sono definiti contrari alla legge regionale in materia. Soddisfa inoltre la promessa dell’assessore al Bilancio, Francesca Balzani, di estendere i benefici per la prima casa (tra cui la riduzione dell’aliquota Ici) al coniuge non assegnatario, ossia a moglie o marito divorziati, che per decisione giudiziaria non possono abitare nella casa di proprietà. Poi però, Enrico Musso, l’ex candidato sindaco, è duro nel spiegare le ragioni del no dell’opposizione alla emissione obbligazionaria che ha richiesto la giunta. Tre le perplessità. La prima nel merito perché «una buona amministrazione – accusa Musso - non può ricorrere all’indebitamento a lungo termine per i problemi di ordinaria manutenzione». Il secondo è legato al già pesantissimo indebitamento del Comune: 1.400 milioni di euro, che significa 2.200 euro circa per abitante. Terzo: «Questi soldi – avverte l’ex candidato sindaco - vanno a finire in gran parte ad Aster, che si è già dimostrata non adeguata a rispondere in modo efficiente alle necessità della città». Poi però, l’ordine del giorno viene ugualmente approvato e via con le grida dai banchi del centrodestra: «State rovinando il futuro dei nostri figli». E ancora: «Non potete indebitare generazioni future per qualcosa su cui non avranno vantaggio». C’è tempo per parlare di sanità e su richiesta del consigliere azzurro Matteo Campora, l’assessore alla Sanità Roberta Papi, si dice disponibile a riferire entro tre mesi, il luogo dove, secondo il Comune, dovrebbe sorgere il nuovo ospedale del ponente cittadino.