«Musso ci ha dato uno schiaffo Ora smettiamo di prenderne»

Un colpo a Musso, l’altro al partito. Matteo Rosso, capogruppo in consiglio regionale del Pdl interviene sulla decisione del senatore genovese di abbandonare il Popolo della Libertà e il gruppo al Senato, «Musso ha dato uno schiaffo a tutti».
Le prime sberle però gliel’ha date lei quando qualche mese fa disse che non lo avrebbe scelto come candidato sindaco.
«Sia in Forza Italia, sia nel Pdl tra il 2005 ed il 2010 sono quello che ha raccolto il maggior numero di preferenze su Genova. Mi permetta di dire che forse conosco un po’ i genovesi che votano per noi e ho sempre avuto il coraggio di dire che certe uscite del senatore non sono mai andate giù ai nostri elettori»
Non le piace quello strizzare l’occhio a sinistra? Poteva essere un modo per strappare voti all’altro schieramento
«Sì, perdendo i nostri. Io l’ho sostenuto come candidato sindaco nel 2007 e come capolista in Senato nel 2008: l’ho fatto ma turandomi il naso perché certi suoi comportamenti non l’ho mai tollerati pur riconoscendogli delle capacità. Il lupo perde il pelo ma non il vizio»
Intende dire che Musso è più vicino al centrosinistra che al centrodestra?
«Partecipò alle primarie dell’Unione ed anche su temi fondamentali si è distinto dalle posizioni del Pdl. Pensi alle moschea. E poi quando mai si è esposto per il partito tolta la campagna elettorale?»
Sta dicendo che in questa vicenda ci sono responsabilità anche dei dirigenti pidiellini?
«Assolutamente sì. Ce l’ho con chi lo ha sempre sostenuto, con chi ha cercato di difenderlo sempre dimenticandosi della base e di chi, i voti, l’ha sempre presi per strada, tra la gente misurandosi con le preferenze: quelle sono le persone vere che credono in un progetto che magari oggi sta vivendo momenti difficili. Ma davanti alle difficoltà, se ci si crede veramente, si lotta non si scappa»
Però perché Musso restasse nel Pdl si è mosso direttamente il presidente Berlusconi
«E mi spiace che il presidente del Consiglio, con tutto quello che ha da fare, abbia perso del tempo»
Il premier gli aveva anche assicurato la candidatura a sindaco. Il coordinatore metropolitano Bornacin, nonostante l’addio al Pdl, non vede tramontata l’ipotesi di averlo come candidato
«Mi chiedo se Pdl e Lega Nord non riescano a vedere oltre Musso. Possibile che siamo fermi a questo punto? C’è chi si spende per il partito ogni giorno e non viene valorizzato e chi lo tradisce, invece, viene trattato con i guanti»
Insomma, lei lo metterebbe nel dimenticatoio...
«Semplicemente non starei più a perdere tempo sulle sue decisioni e lavorerei per assecondare i bisogni e le esigenze della base, degli elettori, dei cittadini. Di chi crede nel Pdl mentre Musso, a precisa richiesta, si è anche rifiutato di rappresentarci in Europa. Lui, eletto con i nostri voti, ora occupa un posto in Senato ed uno in consiglio comunale che a mio parere non gli competono»
Intanto Musso parte con un progetto per Genova. Con la sua Fondazione promuove scuole di formazione politica, incontri nelle delegazioni e il Pdl è fermo al palo. Oltremare rischia di scavalcarvi proprio in quelle che sono le richieste di attenzione e maggior coinvolgimento che viene chiesto da tempo
«Sono tante le cose che non vanno bene nel partito. Lo sappiamo ma c’è voglia di metterle a posto senza prescindere dal nostro simbolo e dal nostro credo. Troppo facile salire e scendere dal treno in corsa».