Musso, il «debuttante» che tenne testa a Marta

La politica l’aveva solo «assaporata» negli anni ’90 quando pre tre anni fu consigliere comunale a Genova per il Partito liberale italiano. Poi la carriera universitaria gli ha dato impegni e soddisfazioni, portandolo spesso anche lontano dalla sua città. Enrico Musso, c’è tornato un anno fa in questo mondo, quando gli stati generali di Forza Italia, An e Lega lo hanno candidato alla carica di sindaco di Genova.
Con la «benedizione» di molti uomini della sinistra cittadina che non riuscivano a trovargli troppi torti e, soprattutto di Silvio Berlusconi, che del prof. di Economia e Commercio dell’Ateneo genovese si è autenticamente innamorato.
Una campagna elettorale a sfidare Marta Vincenzi, non l’ultima arrivata. Un mostro sacro della politica contro una «verginella»: ma nei confronti televisivi e nei dibattiti i ruoli sembravano quasi rovesciarsi. Concreto, diretto, preciso sui temi per la città Enrico, confusa, a tratti noiosa «Super Marta». Una rimonta sorprendente e un ballottaggio sfiorato di un soffio. Quella sconfitta galvanizza ancora di più l’uomo nuovo del centrodestra.
Fa nascere una sua associazione politica «We the people», quindi concretizza la promessa di Berlusconi: «Quando vorrai, un posto per te a Roma ci sarà sempre». Dopo un tira e molla sulla sua candidatura viene inserito primo in lista del Senato, uomo di punta del Popolo della libertà, scelta che si deve direttamente a Berlusconi e Scajola.