Musso diserta un convegno per solidarietà al Tibet

Cina, addio. Enrico Musso diserta la trasferta di lavoro a Dalian in segno di protesta per la sanguinosa repressione comunista in atto nei confronti del Tibet. Il capolista del Popolo della Libertà al Senato rinuncia a un impegno di lavoro a un convegno scientifico per esprimere tutto il proprio sdegno per quanto sta accadendo in Oriente. Enrico Musso infatti non parteciperà alla conferenza dell'Iame (International association of maritime economists) prevista dal 2 al 4 aprile a Dalian, in Cina. Questo nonostante Musso sia membro del Comitato Scientifico della Conferenza.
«L'imperialismo cinese ha di nuovo aperto i suoi artigli per strappare il Tibet ai tibetani - dichiara il professore -. Solo una settimana fa un monastero tibetano nei pressi della capitale Lhasa coagula il crescente dissenso verso l'occupazione cinese e si trasforma nell'epicentro che fa scattare una protesta popolare. Il Tibet ha smascherato il volto crudele del regime comunista cinese stracciando quell'immagine tollerante e progressista sbandierata per le imminenti Olimpiadi di Pechino. La furente reazione cinese dimostra la pericolosità del Tibet per le ambizioni internazionali della repubblica popolare. Il Tibet sta facendo sentire la sua voce al mondo intero e ora aspetta una risposta». A fronte di tante prese di posizioni morbide e di molte parole, Musso voluto trovare il modo di dare una personale, magari piccola ma concreta nella prima occasione utile. Con la rinuncia a una conferenza di lavoro, a un impegno già assunto. E ha dichiarato apertamente che la scelta è stata dettata solo dalla condanna per l’operato della politica comunista cinese.