Musso: «Ecco dove Marta mi ha già copiato»

(...) molti presi di peso dal mio programma. L'assessorato alla sicurezza, il tram, lo stadio alle squadre di calcio come in Inghilterra (vedi Giornale di venerdì). La lotta a tutti gli abusivismi. Lo stop alle cementificazioni dei quartieri più verdi. O il trattare la delicatissima questione della moschea non alla stregua di una pratica edilizia, evitando di farla in un luogo particolarmente inadatto (per ammissione dello stesso imam), pur riconoscendo i diritti dei musulmani a non professare la loro fede in uno scantinato. E, più in generale, il ripristino di una cultura delle regole, della responsabilità e del merito, che la sinistra (e qualche volta anche la destra) per molti anni ha ignorato e insegnato a ignorare - in questo paese e in questa città - e di cui nella loro campagna elettorale non ci fu traccia, mentre invece permeava interamente la mia proposta.
È forse pura e cinica strategia: al governo nazionale come nelle città la sinistra capisce i suoi errori e tenta di appropriarsi di soluzioni liberali. Schiere di sindaci di sinistra dicono in questi giorni cose che ora definiscono «sagge» e un tempo semplicemente «di destra».
Sia chiaro: io delle «copiature» sono contento, addirittura onorato. L'unica volta in cui ho «protestato», non l'ho fatto per la copiatura, ma per gli insulti ricevuti a suo tempo («la destra maschilista e aggressiva») per aver detto la stessa cosa detta ora dalla giunta, e senza nemmeno i soliti quilodico-quilonego.
Il problema non è quello che Marta dice, ma quello che Marta farà. Non tanto perché fin qui non ha avviato nessuna delle cose annunciate (tranne l'imminente notte bianca, che conferma la confusione tra la cultura e gli effimeri circenses della Roma imperiale). Onestamente, il tempo non è bastato, e non lo sarebbe stato neanche se ne avesse sprecato meno fra conferenze stampa e partito democratico. È che molte proposte sono «lunari» (la monorotaia sulla sopraelevata, per dire) o tecnicamente sbagliate (l'art. 650 c.p. per i clienti delle prostitute). E soprattutto, quelle prese dal mio programma, se proverà a realizzarle, scateneranno nella sua coalizione la stessa rissa che dilania ogni giorno il governo Prodi. Il rischio quindi è che prevalga l'effetto annuncio, un po' per inclinazione naturale di Marta alla glorificazione mediatica non seguita dall'azione (chiudete gli occhi e pensate a qualcosa fatta da Marta al Parlamento Europeo o alla guida della Provincia). E molto perché i suoi non l'aiuteranno. Non vorrei allora che dopo la gauche caviar degli anni passati, che era solita considerare le persone del centro destra come l'anello di congiunzione fra la scimmia e l'uomo di sinistra, arrivasse la gauche champagne, dedita a stappare bottiglie su bottiglie solo per vedere l'effetto delle bollicine. Segnarsi in agenda di avvertirli che fra non molto cominceranno a ricadere i tappi.
*candidato sindaco
contro Marta Vincenzi