Musso fa la spesa al mercato. Anche di voti

C’era una superdonna sola al comando. Ora c’è una donna. Magari al comando, ma non più sola. Basta un mese e Vincenzi non è più sindaco di Genova. I sondaggi non c’entrano, nessun mago ha fatto le carte alle elezioni. È solo svanito l’effetto delle primarie. Un mese dopo il primo test tra la gente, nessuno crede più che laMarta abbia già vinto la sfida per Tursi. Il 9 febbraio, al Mercato Orientale di via XX Settembre, i più erano convinti che la conta interna all’Ulivo per scegliere il candidato fosse stata quella definitiva, che non servisse neppure tornare ai seggi e che il sindaco era proprio la vincitrice delle primarie. Adesso, al mercato comunale di Terralba, tutt’al più trovi qualcuno che non sa neppure che si vota. Che ti risponde «ma no, guardi che è tornato Prodi, non si vota ancora».
Gli altri, quelli che delle amministrative di primavera hanno sentito parlare, sanno anche che la sfida è almeno tra due schieramenti. Enrico Musso, il prof che gira con lo zainetto da studente sulla spalla, va a tastare il polso degli elettori, scende in strada. E lo riconoscono. È cambiato molto dal «Musso, chi?» di un mese fa. Sta per varcare l’ingresso principale e Adolfo Sacchi gli si fa incontro: «Sono con lei, forza. Lo sa che mio figlio era suo compagno di scuola?». Il candidato del centrodestra sorride compiaciuto, mentre Sacchi rivela di essere un nuovo iscritto di Forza Italia. Troppo facile, non vale. Ma per Musso arriva subito un altro attestato di stima, molto più insospettabile. Santino Cannonero ha bisogno di farsi accompagnare al mercato, perché da solo non cammina bene, ma alla sua età fa uno scatto da atleta per raggiungere il prof. Solo per stringergli la mano e assicurargli il pieno appoggio di tutta la sua famiglia.
È l’ora di entrare e girare tra massaie e commercianti. Giuseppe Murolo, consigliere comunale di An, fa da cicerone e presenta Musso agli operatori. Che apprezzano. Bruno Braschi si fa avanti dal suo banco di frutta e verdura: «Qui c’erano 56 attività commerciali, in due anni ne abbiamo perse 18 - spiega il disagio della categoria -. Ogni attività significa almeno una famiglia che vive sul nostro lavoro. Più tutto l’indotto. Fate qualcosa voi. Oppure trovateci un posto alla Basko». Poco più in là c’è un’anziana che aspetta il turno con il numero 47 in mano. Si gira e vede un piccolo capannello: «Chi è?». Scopre che è un candidato sindaco e resta delusa: «Non mi interessa né l’uno né l’altro, non voterò». E quasi scappa.
Enrico Musso prosegue il suo giro. Saluta chi sta dietro il banco. E attira l’attenzione dei clienti. «Ma è lui?», monta il coro delle donne con la borsa della spesa in mano. In tanti si girano e lo riconoscono. Una signora vince la timidezza: «Mi raccomando, venga a trovarci a Castelletto, io sono di lì». Poi però non vuole rivelare il suo nome: «Sa, ho un’attività commerciale». Esporsi per il centrodestra a Genova fa ancora paura. Squilla il telefonino e Musso risponde: «Sono al mercato...» Un attimo e giù una risata: «Va bene, va bene, arance, mele... guarda che qui stanno ridendo tutti». La moglie del candidato ne approfitta. E il prof dimostra di essere fino in fondo una persona da tutti i giorni, uno che al mercato ci sa andare anche per fare la spesa. Si avvicina al banco della frutta e ricorda tutta la lista.
Troppo ghiotta l’occasione per testare il suo tasso di popolarità. Dopo un quarto d’ora (e una decina di mani strette in più) torniamo dal fruttivendolo. Meglio partire alla lontana: «Scusi, lei sa che si vota a maggio?». «Ma certo», assicura Franco Zero, che ci tiene a dimostrare la sua preparazione. Sa anche quanti sono i candidati: «Mi pare quattro o cinque». I nomi? «So i due principali - ammette -. La Vincenzi e un certo Musso. Gli altri, francamente non li ricordo». Un «certo Musso» lo ha anche servito. Ma non se n’è accorto. «Credo che fosse un politico, c’era tanta gente attorno - ammette Franco Zero -. Ma non è che sappia poi tanto di politica. Comunque sì, andrò a votare, anche se mi hanno stufato un po’ tutti». Il suo collega del banco accanto invece ha riconosciuto il prof. «Eh certo, ho visto la sua faccia sui manifesti e in tv. I nomi dei due principali li conosco, sono la Vincenzi e Russo, Russo no? - risponde fiero Franco Esposito -. Peccato che non sia venuto a comprare da me». Ma la spesa che aveva ordinato la signora lui non poteva garantirgliela.
Anche fuori dal mercato, la passeggiata del candidato del centrodestra raccoglie consensi. Tutti tranne quello di Elena, una bambina che per mano alla mamma resta incantata davanti a un attore che sembra una statua. Enrico Musso si avvicina e le dà una moneta da buttare nel cestino delle offerte. Elena la prende ma resta impacciata. Tutti si girano a fissarla e lei si intimidisce sempre più. Niente, la moneta se la vuole tenere. Finché la mamma gliela prende e la dà alla sorellina più piccola, Federica, che è tutto tranne che timida e si prende il ringraziamento della «statua». Anche Lillo esce dal suo negozio di abbigliamento in via Torti: «Venga, si accomodi - apre la porta a Musso -. Mi raccomando, non molli, non molli». Lo slogan evidentemente a Genova piace e il candidato rassicura con un doppio «Non mollo».
Ma la verifica autentica è da fare senza il candidatro presente. Facendo la strada a ritroso c’è una signora che insiste con la sua amica di aver visto un Vip aggirarsi tra i banchi. Vale la pena fermarla. Sa chi era quel signore là? «Certo, è il nostro candidato - assicura con soddisfazione Enrica Lombardi -. Ne ho sentito parlare molto. Anche se qui a Genova si deve dare da fare ancora di più». Che occasione! Magari è informata anche sui programmi. «Certo - replica quasi offesa la signora Lombardi -. Anzi, sa cosa le dico, non mi piace il fatto che si sovrappongo un po’. Vorrei un candidato con idee più nette, più distanti dalle altre». A chiederle il nome non si fa fatica: «Le lascio anche il mio numero di telefono, se fa qualcosa informatemi».
Il campione è assolutamente irrilevante per azzardare qualsiasi sondaggio. Ma Musso porta a casa una fan. Mentre difficilmente potrà contare sul voto di un signore che sta facendo spesa insieme alla figlioletta. Sembra preparato. «Si vota? Sì, lo so, per il sindaco e per la Provincia - conferma Amodeo -. I candidati? Marta Vincenzi e poi credo due di Forza Italia». Chi invece non sembra scomporsi se non per scegliere l’ananas giusto è la signora Rita. Biondissima e gentile accetta le domande, ma si rammarica: «Si vota? A maggio? No, non lo sapevo, non ne ho sentito ancora parlare». Rispetto a un mese fa, è in minoranza.