Musso parla già da sindaco e disegna il futuro del porto

I progetti del candidato della Casa delle libertà per lo sviluppo dello scalo

(...) questo pomeriggio in pubblico, ai Magazzini del cotone. E cioè: la scelta del «ticket» formato dal docente universitario e dalla donna manager esperta del settore pubblico per conquistare Tursi e Palazzo Spinola corrisponde all’esigenza di proporre agli elettori due personalità di alto profilo, in grado di ottenere consensi in larghi strati di opinione pubblica. Lo dimostra anche l’atmosfera informale del recente incontro-presentazione ad Arcore, che ha riservato alcune gustose battute: «Permette, Cavaliere? Sono quello della iattura...» attacca Musso. E Berlusconi risponde con una risata che scioglie immediatamente l’atmosfera.
La convinzione è che capacità, esperienza, stima e fiducia formino un mix strategico capace di rendere Musso e Oliveri perfettamente all’altezza della situazione, nel giudizio del Cavaliere (che ieri sera è arrivato a Paraggi) e degli organi dirigenti del partito, così come, domani, in quello dei cittadini genovesi. I quali, intanto, cominciano ad approfondire la conoscenza dei due candidati e dei loro programmi in occasione di manifestazioni pubbliche, organizzate in tempi «non sospetti» e divenute improvvisamente di stretta attualità. È successo ieri pomeriggio, nel palazzo della Borsa a De Ferrari, dove Musso era iscritto fra i relatori del convegno di Liguria Ricerche su «Aspetti strutturali e prospettive dell’economia ligure». Un ambito che, per un esperto internazionalmente riconosciuto come lui in materia di logistica e trasporti, è un po’ come andare sul velluto. Ma lui, il docente universitario di Economia, 44 anni, quattro lingue perfettamente conosciute, per la sua relazione ha individuato un argomento - «I porti tra efficienza logistica e creazione di valore locale» - che sembra fatto apposta per delineare una bozza di programma con le linee guida del futuro amministratore pubblico.
Poco meno di mezz’ora di intervento, corredato da diapositive, che affronta le problematiche dei traffici internazionali e le loro ripercussioni sulle strutture logistiche locali, ma anche sulle comunità di riferimento. Per concludere con un concetto perentorio che si inserisce in maniera originale nel dibattito fin troppo intenso e confuso su Terzo valico, ferrovie, nodi stradali e autostradali, gronde e rivolte di comitati. «Se i porti in generale, e quello di Genova in particolare stentano ad adeguarsi allo sviluppo dei traffici e alle nuove esigenze degli operatori del settore - spiega in sostanza Musso - non è solo per colpa delle infrastrutture mancanti. Le infrastrutture sono la condizione necessaria, ma non sufficiente. Sono anche altre le condizioni che occorre garantire».È lo stesso Musso a precisarle, queste condizioni, una volta abbandonato il microfono da relatore: «A Genova, è vero, ci sono risorse umane, professionali, assolutamente adeguate. E c’è una base di operatori, come broker, assicuratori, agenti, spedizionieri, studi legali che assicurano ottime competenze. Ma poi, ad esempio, è difficile trovare giovani in gamba che parlino bene l’inglese, e manca un sistema informativo adeguato...». In sala annuiscono l’assessore comunale diessino Mario Margini(ex competitore di Marta Vincenzi per l’accesso alle primarie dell’Ulivo), Franco Monteverde, Arnaldo Bagnasco. È d’accordo anche Fabio Capocaccia, amministratore delegato di Rete Autostrade Mediterranee, secondo cui: «Musso è competente, ha dato un taglio giustamente politico a una relazione molto chiara e documentata». Non sono ancora voti elettorali, insomma, ma come consensi «trasversali» si possono già considerare all’attivo.