Musso, sciopero della parola contro le assenze del sindaco

Rivolta bipartisan in consiglio comunale. Forza Italia: «Il problema riguarda anche gli assessori»

(...) Il primo a sferzare l'attacco è Enrico Musso: «La signora sindaco prima ha scelto di accentrare una serie di deleghe e poi noi consiglieri siamo costretti a rinviare pratiche e interpellanze a causa della sua continua assenza». Ma l'attacco si estende anche agli assessori, tanto che il gruppo consigliare di Forza Italia già al mattino in una conferenza stampa aveva denunciato le continue assenze e la pessima organizzazione dei lavori in consiglio a causa di assessori che «arrivano e poi se ne vanno e del sindaco che parla ai giornali e poi si presenta per fare due dichiarazioni riassuntive». Ma il malcontento e il malessere diffuso tra i consiglieri serpeggia anche tra i banchi del centrosinistra. Niccolò Scialfa (Rifondazione) non usa mezze parole nel dire che se «le cose continuano così arriveranno dimissioni bipartisan». Già Musso le aveva annunciate, e ieri ribadite, perché se il ruolo dei consiglieri continuerà ad essere svilito e mortificato «non capisco che senso abbia continuare a stare su questi banchi». Una guerra tra consiglieri, democraticamente eletti, e gli assessori scelti da un sindaco che in campagna elettorale aveva promesso massima presenza in aula. Una lotta senza colore per dare più dignità al consiglio. «Sarebbe molto più costruttivo e utile per i cittadini, discutere dei problemi e tenere conto delle posizioni di tutte quelle persone che hanno votato anche per me e per tutto il centrodestra» attacca Musso. Che rilancia: «Non metto in dubbio che il sindaco e gli assessori abbiano altri importanti impegni, ma chiedo di organizzare meglio l'agenda, proprio come facciamo tutti noi, perché la signora sindaco non è l'unica a dover lavorare». «Sono fedele alla maggioranza - precisa Scialfa - ma sono libero, e se chiedo che sindaco e assessori siano più presenti, non credo ci sia nulla di male, perché questo darebbe più dignità al consiglio, così come l'avrebbe data l'aumento del gettone di presenza...».
Tensione accesa, tanto che su richiesta di Scialfa e Musso il consiglio è stato interrotto per una riunione dei capigruppo. Pausa. Per arrivare alla promessa annunciata con solenne e improvvisata conferenza dal presidente del consiglio Giorgio Guerello: «La sindaco (lui la chiama così, ndr) sarà invitata a un incontro con i capigruppo per affrontare la questione». Intanto, fino a quel giorno, Musso farà lo sciopero del silenzio: in aula, ma zitto zitto, senza mai prender parola.
Ma Scialfa non è il solo del centrosinistra pronto a dimettersi se non ci saranno cambi di stagione nella nuova stagione. Le voci nei corridoi impazzano. Anche Umberto Lo Grasso (Ulivo, ma non ancora Pd) è d'accordo: per dignità sua e del consiglio, come estrema ratio è pronto a fare un passo indietro. Nel marasma generale, il capogruppo dell'Ulivo Simone Farello tenta di difendere Marta: «Ritengo esagerato un richiamo alla costante assenza». A difendere Marta ci prova pure il vicesindaco Paolo Pissarello: «L'accentramento di competenze non credo abbia comportato ritardi. In materia di cultura e urbanistica non ci sono pratiche arretrate». In serata, arriva la risposta (a distanza) del sindaco: «Ho partecipato a 14 sedute su 20 (peraltro non complete, ndr). Le uniche assenze erano per impegni istituzionali. Ribadisco che è essenziale il dialogo con il consiglio comunale».
Ma gli attacchi non mancano anche sulle competenze. «Spesso ci sono sovrapposizioni di incarichi tra i vari assessori e questo provoca ulteriori ritardi» tuona Raffaella Della Bianca, capogruppo di Forza Italia. Lei ha chiamato a raccolta tutti i consiglieri azzurri per dare voce unica a una nuova denuncia: «Ritengo gravissimo che la giunta non abbia una mappatura precisa sulle risorse che impiega nel sociale». Il problema nasce dal buco di bilancio, e dalla paventata voce dei tagli al 40% all'assistenza sociale, che porterebbe anche perdite di posti di lavoro. L'assessore Roberta Papi promette razionalizzazioni e non tagli. «Ma come fanno a razionalizzare se non hanno neppure i dati da cui partire?» chiede l'azzurra. Le fa eco il consigliere Guido Grillo: «Da sempre ho richiesto rendiconti analitici sulle spese e quasi mai ho avuto risposte dettagliate. Mi fa specie non avere un elenco dei beneficiari delle risorse per i servizi sociali».