«Musso? Va dimenticato»

Che il Pdl ligure sia spaccato non è certo una novità, ma è la vicenda specifica che fa riflettere. Perché il partito, dopo le dimissioni dal Popolo della Libertà del senatore Enrico Musso, è spaccato tra chi vuole comunque tenerlo in considerazione come candidato sindaco e chi, invece, vuole chiudere la parentesi mussiana. Come il consigliere regionale Raffaella Della Bianca.
Anche lei si accoda a Matteo Rosso nel partito del «dimentichiamolo?»
«C’è poco da dimenticare perché nessuno si è quasi reso conto che Musso sia stato con noi. Non si è mai sentito uno di noi: se credi nel contenitore in cui sei, lavori per migliorarlo. Invece ha sempre fatto da sé»
Se lo dice lei che con il senatore è stata anche in consiglio comunale...
«Proprio in quei momenti di confronto mi sono resa conto che non eravamo un “noi” ma lui parlava della sua posizione e della nostra posizione. Non ha mai cercato di fare squadra»
Effettivamente è difficile trovare una iniziativa pubblica di Musso legata al simbolo del Pdl
«Mentre ha fatto presto a mettere su la Fondazione dimenticando di coinvolgere il partito, eppoi nel 2008 ci ricordiamo come è stato candidato? Per una mail intercettata e pubblicata proprio sul Giornale dove lui si sentiva fatto fuori e preso in giro dai partiti del centrodestra. Anche da capolista al Senato si è posto in termini di rottura»
Il senatore ha però motivato in sei punti la sua decisione. Tutti pretesti per fare il Fini ligure?
«No, questo assolutamente. Il Pdl ha tanti problemi a livello nazionale e ancora di più qui in Liguria. Ma se si sposa una filosofia e si prende un impegno con gli elettori va portato fino in fondo. La lotta doveva farla dentro il partito»
Non che il Pdl offra grandi spunti per parlare delle dinamiche interne...
«Il problema è reale. La struttura così come è non va e la dirigenza è ancora lontana dall’assecondare le volontà della base»
Nonostante tutto il coordinamento metropolitano continua a pensare al professore come candidato sindaco. Perché?
«Lo chieda a loro. Non vorrei che si dicesse che c’è solo un anno e mezzo di tempo alle elezioni e si scegliesse di puntare sull’unico che ha voglia di correre. Mi faccia dire un’altra cosa»
Prego?
«Se non fosse fuori dalla scena Claudio Scajola certi problemi non sarebbero sorti. Non so se Musso sarebbe rimasto con noi ma la vicenda l’avremmo trattata diversamente».