«Musulmani e no, contro terroristi e crociate»

È il giorno della fiaccolata. Alle ore 18.30 in piazza Affari si riuniscono i partecipanti alla manifestazione ideata da «Radio Diritto Zero». «Lo scopo - ricordano i promotori - è rappresentare il nostro rifiuto di donne e uomini civili verso la violenza dell'Isis, delle dittature, dei nemici della democrazia e della libertà dei popoli». L'Isis è il cosiddetto «Stato islamico» insediatosi a colpi di atrocità fra l'Iraq e la Siria. I promotori del sit-in parlano del «barbaro progetto di morte e di sopraffazione» dell'Isis, definito come «un'organizzazione criminale». Alla fiaccolata hanno aderito il Coordinamento delle associazioni islamiche milanesi e l'Unione delle comunità islamiche italiane. Dei giovani musulmani terranno un flash mob che rappresenterà «la crudeltà e la follia delle azioni dell'Isis». Ma ci sarà anche il Pd col segretario Pietro Bussolati. E ha annunciato la sua presenza anche Gad Lerner. «La sua partecipazione - precisa Luca Bauccio di “Radio Diritto Zero” - è stata salutata con grande affetto e calore». E i promotori dell'iniziativa aggiungono che il tutto non si limiterà al mondo musulmano. «Ci saranno persone di vario orientamento, credo, convinzione - spiega Bauccio - non è quindi vero che in piazza ci saranno islamici e filo Gaza. Ci saremo tutti. Tutti coloro i quali vorranno manifestare contro l'Isis, il terrorismo e la cultura dell'odio». La piattaforma va oltre la condanna dei terroristi Isis. Si legge: «Contro il terrorismo, contro l'Isis, contro le crociate, contro la violenza, contro i seminatori dell'odio, contro i nemici della pace». Il Caim, aderendo, ha invitato «tutte le musulmane e tutti i musulmani d'Italia» a partecipare alla manifestazione «per schierarsi in prima linea contro l'Isis e contro l'islamofobia che sta pericolosamente superando il livello d'allarme nel nostro Paese». Curiosità desta anche il riferimento «crociate» e «seminatori di odio».

«Siamo contro la cultura dell'odio» afferma l'avvocato Luca Bauccio, noto anche per aver seguito l'associazione Media&diritto nell'esposto (rivolto all'Ordine dei giornalisti) avente ad oggetto una serie di articoli di Magdi Cristiano Allam, editorialista del «Giornale». La «cultura dell'odio» - il suo punto di vista - porta, come dimostra la storia, al culto dell'odio, e quindi agli antisemitismi, ai nazismi, alle gole tagliate in nome di una relazione tra religione e crimine che nulla c'entra. Non possiamo accettare queste equazioni altrimenti è la barbarie ma è anche la distruzione della libertà religiosa». «Il terrorismo e la violenza - conclude - possono essere sconfitti culturalmente e anche di fatto solo con una alleanza tra le persone, senza demonizzazioni e senza colpevolizzare le collettività con le colpe dei singoli».