Musulmani pronti al leasing per la moschea

Il presidente di viale Jenner: "Speriamo poi di riuscire a pagare le
rate. La nostra religione non ci consente di fare un mutuo"

Alberto Giannoni

AAA terreno cercasi. I musulmani di viale Jenner si preparano a fare acquisti, a cercare un terreno dove poter costruire una moschea abbastanza capiente da accogliere i 4mila fedeli del venerdì, e abbastanza defilata da non attirare immediata opposizione dei residenti della zona. Le caratteristiche dell’area? Ben servita dai mezzi pubblici: non è necessario dunque che l’area sia in centro, i fedeli sono disponibili anche a spostarsi in periferia. Veste i panni dell’agente immobiliare e dell’intermediario della delicatissima questione il prefetto, che sta cercando di individuare delle aree che possano fare al caso loro. Insomma questo mese di stand by, durante il quale gli islamici pregheranno al Vigorelli (solo domani) e al Palasharp (ad agosto) servirà per disegnare una mappatura di tutte le aree, pubbliche e private, che potrebbero essere vendute al centro islamico. Non è detto che sia una moschea ex novo, più semplice trovare edifici da ristrutturare. Alla difficoltà della ricerca va aggiunta, però, la burocrazia: per poter vendere o dare in gestione un’area di proprietà pubblica è necessario fare un bando di gara. «La settimana prossima convocheremo un tavolo - spiega il prefetto Gian Valerio Lombardi - con Comune, Provincia, Regione e Asl, per individuare le aree - che poi sottoporremo agli islamici -. Se entreranno in gioco anche terreni private, convocheremo, in seguito, gli imprenditori. L’obiettivo è trasferire il centro islamico in una sede definitiva». L’ipotesi Paolo Pini è definitivamente scartata perché in mano a proprietari diversi: troppo complicato mettere d’accordo. Anche il Centro islamico, dopo un sopralluogo, ha convenuto che non è praticabile. Si cambia obiettivo, dunque. Quale? Il presidente Abdel Hamid Shaari, chiede al Comune di farsi avanti: «Metta sul tavolo le sue proposte, ci sono cascine e aree, basta cercarle, a meno che non preferiscano lasciarle diroccate». L’alternativa è andare sul mercato. Shaari fa sapere che il centro di viale Jenner è pronto all’operazione: «Se ci fossero delle aree a prezzo calmierato bene, altrimenti noi possiamo fare un leasing». Non un mutuo: «Quello la nostra religione non ce lo consente - spiega - abbiamo delle regole, ma un leasing sì, perché staremmo in affitto fino al riscatto finale. Poi speriamo di riuscire a pagare le rate, toccherebbe ai nostri fedeli il venerdì. Dai Paesi arabi avremmo un aiuto, ma non sono lì tutti pronti con gli assegni in mano». Poi ancora un problema: la destinazione urbanistica: «Alla fine dovremmo modificarla - dice Shaari - e finora abbiamo trovato un ostacolo insormontabile nella Regione, con il signor Boni».