Muti prima casa: il tasso migliore si decide allo sportello

La «rata dal volto umano», non superiore al 4% per l’intero 2009, vale soltanto per i mutui prima casa a tasso variabile, stipulati prima del 31 ottobre scorso. All’articolo 2 del provvedimento, si stabilisce il tetto massimo del 4% «senza spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione», oltre il quale lo Stato si prende in carico la differenza. In attesa di eventuali delucidazioni, il testo del provvedimento fa capire che la questione si regola direttamente tra la banca che ha erogato il mutuo e l’Agenzia delle Entrate, che rimborserà l’eventuale differenza. «Con decreto del direttore dell’Agenzia delle Entrate - si legge nel testo - sono stabilite le modalità tecniche per garantire alle banche il pagamento della parte di rata a carico dello Stato, e per il monitoraggio dei relativi flussi finanziari». Ovviamente, i clienti saranno avvisati di tutto. Per quanto riguarda invece i nuovi mutui, sempre prima casa e a tasso variabile, dal 1º gennaio 2009 il cliente potrà chiedere alla banca che al mutuo venga applicato il tasso centrale di rifinanziamento Bce (oggi al 3,25%). Sarà la banca a dichiarare quale sarà il tasso della rata (Bce più spread, oppure l’attuale Euribor più spread) e, a questo punto, il cliente deciderà che cosa fare.