Muti e la Cherubini battezzano Parma «città della musica»

Trionfo con l’Orchestra dei giovani davanti a Meli, Lunardi e Confalonieri. Stasera alle 23.30 su Rete4

da Parma

Un trionfo: grande risposta del pubblico, ovazioni e uscite interminabili fino al traguardo del bis: la Sinfonia da Giovanna d’Arco di Verdi. Così, con lo schieramento di una decina di emittenti internazionali, tutte a riprendere il concerto di Riccardo Muti e dell’orchestra giovanile Cherubini, è nata «Parma città europea della musica».
Nascita nel segno di un gran bel programma. Subito una Sinfonia concertante di Mozart di sopraffina eleganza e proprietà stilistica, con il pathos del violino di Francesco Manara e della viola di Simonide Braconi. Poi la Quinta Sinfonia di Shostakovich resa benissimo nel sanguigno, disperato incalzare del primo tempo, nei due poli di elegia e desolazione dell’Adagio, nei ghigni dello Scherzo, nella grande tradizione sinfonica che riassume il Finale. Un Muti in gran forma ricco d’emozione, e un’orchestra sensibilissima come e più di Piacenza dove il programma era stato battezzato. La differita tv è oggi alle 23.30 su Rete4 con replica domani mattina.
Nel pomeriggio, cerimonia di insediamento del comitato d’onore di «Parma città europea della musica» con il sindaco Elvio Uboldi, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il sovrintendente Mauro Meli alla presenza del ministro Pietro Lunardi. Uboldi ha ricordato come la fondazione intenda «sostenere e potenziare le iniziative più qualificate delle maggiori istituzioni di Parma e ottenere un’offerta qualitativa e quantitativa sempre maggiore».
Confalonieri ha ribadito che «Parma non è soltanto la sua storia; in questa città si respira il piacere di fare musica con opportunità molto interessanti tanto che faremo vedere in tv Parma molto spesso». Meli, infine, ha detto di «un progetto in cui il Regio diventa protagonista nell’affiancarsi alla città nel suo processo di internazionalizzazione: crescita culturale, organizzativa e gestionale. Bisogna anzitutto coordinare tutte le istituzioni. E poi: Parma non ha ancora fatto per Verdi quello che Salisburgo ha fatto per Mozart e Bayreuth per Wagner. Il Regio, nello splendore dei luoghi verdiani e legati al compositore dovrà diventare un centro di importanza internazionale».