Muti e Hancock in un cocktail tra classica e jazz

Ravenna Riccardo Muti, Herbie Hancock, Pierre Boulez, Lang Lang, Gino Paoli, i monaci buddisti Shaolin saranno fra i protagonisti della ventesima edizione del Ravenna Festival, che si terrà a Ravenna dal 14 giugno al 18 luglio e di cui Cristina Mazzavillani Muti ha anticipato il programma.
Il tema conduttore è quello della preghiera e del rito, esemplificato da una espressione in arabo: «la ilaha illà» che significa «non c’è altro dio che dio». Nell’ambito del progetto di recupero della scuola musicale napoletana del Settecento, Muti dirigerà il dramma per musica Demofoonte, composto da Niccolò Jommelli nel 1770 e presentato a Napoli nello stesso anno. Legata allo stesso progetto anche l’esecuzione della Missa Defunctorum di Giovanni Paisiello. Muti dedicherà un concerto a Benigno Zaccagnini, ex presidente della Dc e illustre ravennate scomparso vent’anni fa. «Sono 20 anni dalla prima edizione del Festival - ha detto la Mazzavillani - ma anche vent’anni dalla morte di Zaccagnini. Questo festival gli sarebbe piaciuto perché riguarda la preghiera».
Tra l’altro, il programma sinfonico prevede, oltre al tradizionale concerto con Muti sul podio dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, altri due appuntamenti di rilievo: Pierre Boulez sul podio dell’Orchestre de Paris dirigerà la stravinskiana Sinfonia dei salmi e la Messa glagolitica di Janacek. E Christoph von Dohnanyi, con l’Orchestra dell’Opera di Parigi, proporrà il concerto per violino e orchestra Offertorium della compositrice russa Sofia Gubajdulina. In programma due importanti lavori di danza e teatro musicale: Rumi. In the Blink of the Eye di Robert Wilson e Kudsi Erguner e Sutra con i monaci buddisti del tempio Shaolin. Poi ci saranno alcuni tra i maggiori jazzisti italiani: Giorgio Gaslini, con le musiche per La notte di Antonioni, e Danilo Rea assieme a Rita Marcotulli nell’accompagnamento live di Metropolis di Fritz Lang, oltre a Canzoni nel cinema, sempre con Danilo Rea ma con una voce e un autore d’eccezione: Gino Paoli. L’evento conclusivo vedrà l’incontro di due pianisti sensazionali come Lang Lang - già enfant prodige e ora stella di prima grandezza dell’universo classico - e Herbie Hancock, leggenda vivente del jazz, premiato lo scorso anno con il Grammy.