Mutui, accordo bipartisan sul maxipiano Usa

Il Congresso ha raggiunto un accordo sul piano di salvataggio realizzato da Paulson a sostegno del sistema bancario. Bush: "Io sono per il libero mercato, ma queste non sono circostanze normali". Alla Casa Bianca i due candidati McCain e Obama per un appello bipartisan

Washington - Il Congresso del Stati Uniti ha raggiunto un accordo di massima sui principi della legge per il via libera al piano di salvataggio messo a punto da Paulson a sostegno del sistema bancario americano. Ad annunciarlo è stato il senatore democratico Christopher Dodd, presidente della Commissione bancaria.


Bush: "Azioni immediate" La crisi dei mutui rischia di paralizzare l'America. E il presidente Usa George W. Bush, in un discorso televisivo, ha chiesto al Congresso "azioni immediate" per evitare che gli Stati Uniti cedano "al panico" vista l’entità della crisi dei mutui. Bush, parlando alla nazione, ha sostenuto di non avere altra scelta che promuovere un massiccio intervento pubblico. "Sono per il libero mercato - ha ricordato il presidente - in circostanze normali. Ma queste non sono circostanze normali e occorrono azioni e decisioni particolari".

Appello ai candidati L'allocuzione televisiva di 15 minuti è stata particolarmente drammatica. Bush aveva il viso particolarmente teso, quando ha esortato il Congresso ad approvare quanto prima l'ambizioso piano di salvataggio per arginare la crisi del mutui che sta minando l’economia americana. Nel suo discorso alla nazione, Bush ha tentato di spiegare, con toni quasi didascalici, le ragioni della crisi, e ha confermato che i due candidati alla sua successione, il repubblicano John McCain e il democratico Barack Obama, saranno oggi alla Casa Bianca per parlare della crisi. Se il piano non verrà approvato, ha detto Bush, "si andrà incontro a una lunga e dolorosa recessione, con milioni di americani che perderanno il proprio posto di lavoro". Secondo l’inquilino della Casa Bianca il piano servirà a "salvare l’intera economia non individui o singole società".

Accordo più vicino L’intervento di Bush in "prime time" televisivo ha chiuso una giornata lunga e drammatica, mentre un accordo in Congresso, dopo lunghe ore di tira e molla tra i deputati, appare ora più vicino essendo state superate una serie di difficoltà, tra cui quella di un tetto agli stipendi dei super manager. Poche ore prima dell’intervento di Bush, il colpo di scena: McCain, convinto che il piano non sarebbe stato approvato, chiede di sospendere la campagna elettorale e di rinviare il primo dibattito con Obama, in calendario domani. Obama rifiuta, ma i due pubblicano una dichiarazione congiunta con l’impegno a risolvere la crisi in maniera bipartisan.

Tesoro e Fed spingono Il segretario al Tesoro Henri Paulson e il numero uno della Fed Ben Bernanke hanno esortato il Congresso a una rapida approvazione del progetto salva-finanza, così da ridare stabilità ai mercati, evitando "severe" conseguenze sull’economia. Bernanke, davanti alla Camera, ha infatti spiegato che l’economia americana, nella seconda parte dell’anno crescerà ben al di sotto del proprio potenziale, anche perchè il rallentamento dell’economia globale dovuto alla crisi frenerà le esportazioni Usa, che nei primi tre mesi avevano trainato la crescita.