Mutui, la Banca d’Inghilterra «soccorre» Northern Rock

All’istituto di credito, in crisi di liquidità, concessi fondi per un ammontare imprecisato. Crolla il titolo (-31%)

da Milano

Appena qualche giorno fa, aveva puntato il dito contro gli interventi effettuati dalla Bce e dalla Federal reserve per rifornire di liquidità il sistema interbancario. «Aumentano i rischi di crisi finanziarie», aveva ammonito. Giusto? Forse. Peccato però che ieri Mervin King, governatore della Banca d’Inghilterra, ha dimenticato quelle parole. Di fatto, King ha salvato Northern Rock, un’autentica istituzione in terra britannica nell’erogazione di mutui, con la decisione di concedere fondi per un ammontare imprecisato.
Messa in difficoltà dalla crisi dei subprime, Northern Rock ha annunciato che i profitti subiranno una contrazione oscillante tra i 500 e i 540 milioni di sterline (tra i 725 e i 782 milioni di euro). La City, ovviamente, ha reagito in modo poco british: sul titolo si è scaricata un’ondata di vendite che ne ha ridotto il valore del 31,46%. A dispetto del nome, la società non è certo una roccia sotto il profilo borsistico: dallo scorso febbraio, le quotazioni sono scese della metà. Alla caduta del titolo va fatta risalire anche la mediocre performance di ieri dell’intero listino londinese (meno 1,17%), nonchè il clima di incertezza che è tornato a condizionare anche le altre piazze europee, parzialmente attenuato in chiusura (i ribassi sono stati compresi tra lo 0,5% di Parigi e Francoforte e lo 0,8% di Milano) dalla tenuta in agosto della fiducia dei consumatori americani.
È evidente che la scialuppa di salvataggio calata dalla Banca d’Inghilterra suona come un campanello d’allarme sulle possibili ripercussioni nel Vecchio continente della crisi dei subprime americani, anche se proprio ieri il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, e il numero uno dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, hanno ribadito che l’economia europea è in grado di reggerne l’impatto. Ottimista sulle prospettive congiunturali continua a essere anche il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson, secondo il quale «l’economia continuerà a crescere».
Il governatore della Banca d’Inghilterra ha invece deciso di non parlare. Almeno fino a venerdì prossimo, quando è prevista la sua audizione in parlamento sul problema mutui e sulle turbolenze che hanno colpito i mercati finanziari. Gli esperti fanno comunque notare che la mossa di ieri costituisce un precedente: d’ora in avanti, l’istituto dovrà rendere disponibili fondi di emergenza a tutte le banche in difficoltà che ne faranno richiesta.