Mutui, Catricalà: "Crisi per 110mila famiglie"

Il presidente dell'Antitrust: "Su 530mila famiglie, 110mila hanno problemi di insolvenza, altre 420mila fanno fatica". Poi sulla portabilità: "La legge Bersani non prevede sanzioni"

Roma - Allarme famiglie. "Sono circa 110mila le famiglie con problemi di insolvenza per il caro mutui, 420mila sono invece quelle in difficoltà su una platea di circa 530mila famiglie". Lo ha detto il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà, intervenendo al convegno organizzato da Altroconsumo su obiettivo trasparenza mutui. "Siamo un paese - ha aggiunto Catricalà - pochissimo indebitato e i nostri risparmiatori sono i tra i più virtuosi dell’Europa, ma bisogna intervenire per arrivare a una tutela dei cittadini". Catricalà infatti ha indicato che la legge Bersani sulla portabilità del mutuo non ha una specifica sanzione quando non viene applicata. La denuncia sulla pubblicità ingannevole "non è uno strumento forte, serve qualcosa di più".

Poteri sanzionatori Catricalà ha chiesto un "intervento chiarificatore" da parte del legislatore sui "poteri di coercizione e sanzionatori" per punire in maniera adeguata le pratiche scorrette in tema di rinegoziazione ed estinzione dei mutui. Il Garante ha auspicato "un'interlocuzione con tutti i soggetti" per chiarire i contorni di "vicenda che sta diventando paradossale" e che ha messo in difficoltà centinaia di migliaia di famiglie. Catricalà ha spiegato che i poteri sanzionatori dell’Antitrust sono limitati e che, pertanto, il consumatore ricorre spesso al giudice civile trovandosi di fronte a un sistema "lento" che lo mette in "grande difficoltà". Catricalà ha citato il caso di "un consumatore che per rinegoziare il suo mutuo e risparmiare mille euro l’anno per otto anni avrebbe dovuto pagare anticipatamente 5mila euro" per istruire la pratica. "Noi possiamo intervenire quando ci sono posizioni dominanti o abusi", ha affermato Catricalà aggiungendo che 2lo strumento dell’Antitrust non è forte come quando sanzioniamo un abuso". Ricordando i dati del Censis, il garante della concorrenza e il mercato ha dichiarato che il fenomeno dell’aumento del costo delle rate dei mutui ha interessato circa 530mila famiglie. "Per 110mila - ha osservato - ci sono problemi di insolvenza, 420mila sono in difficoltà. Nelle famiglie a reddito fisso, se aumenta la rata è chiaro che si va in sofferenza". Nel corso del suo intervento, Catricalà ha criticato il sistema bancario, sollecitando una vigilanza sulle "prepotenze" di alcuni istituti di credito. Ha poi sottolineato che gli strumenti attualmente in possesso all’Authority non sono sufficienti. "Quello che abbiamo - ha detto il garante della concorrenza e il mercato - cioè l’apertura di istruttorie per pratiche commerciali scorrette, non rappresenta una grande timore per il sistema bancario. Il Tar annullerebbe sanzioni pesanti per mancanza di proporzionalità". Catricalà ha inoltre parlato degli aspetti positivi contenuti nella legge Bersani, che "aiuta veramente chi ha bisogno e crea concorrenza dove serve", per esempio nel mercato bancario che presenta un tasso di mobilità del 7,7% più basso che nel settore Rc auto (8%). "Siamo di fronte a mercati completamente ingessati", ha osservato. E per dimostrare questa tesi, Catricalà ha portato come esempio il caso che lo ha riguardato direttamente: una richiesta di oltre 4.700 euro che si è visto presentare da una banca per l’estinzione del proprio mutuo. Secondo un’indagine di Altroconsumo le banche ignorano la legge Bersani. Solo due su quattro la rispettano in tema di portabilità dei mutui con surrogazione dell’ipoteca a costo zero. L’associazione ha calcolato in 4,5 milioni di euro il danno per i mutuatari che hanno surrogato il proprio mutuo nel 2007. Danni che potrebbero raddoppiare, sostiene Altroconsumo, superando i 9 milioni di euro se la percentuale dei mutui oggetto di surroga corrispondesse al totale dei mutui sostituiti, che rappresentano il 15% dei mutui erogati lo scorso anno.

Zadra: "Ben 100mila tra estinzioni e rinegoziazioni" "Sono ben 100mila le estinzioni e le rinegoziazioni di mutui, una cifra che non mi sembra di poca rilevanza", ha detto il direttore generale dell’Abi, Giuseppe Zadra. "La portabilità - ha spiegato Zadra - era scritta nel codice civile fin dal 1942 ma non è mai stata utilizzata. Per renderla operativa c’è stato bisogno di un pò di tempo: abbiamo messo a punto una procedura il 30 maggio scorso e con qualche ritardo dovuto a fatti burocratici è stato avviato il progetto all’inizio del 2008. Lo dico per sottolineare che il sistema della portabilità è stato fermo per nove mesi". Zadra ha però polemizzato sul fatto che da troppe parti si chiede che le banche devono fare un altro mutuo per forza, "mentre questo", ha osservato, "francamente non c’è scritto da nessuna parte".