Mutui, duello tra banche e Antitrust

Nel mirino dell’Authority l’intesa siglata insieme ai notai per garantire la portabilità del prestito da un istituto a un altro. L’Abi contrattacca

da Milano

Mutui, stop dell’Antitrust alle banche: l’accordo sulla portabilità - il trasferimento del prestito da un istituto a un altro - siglato insieme ai notai rischia di frenare la concorrenza, danneggiando i consumatori. Al contrario, ribatte l’Abi, la procedura di semplificazione è nell’esclusivo interesse della clientela, tanto più che le banche hanno «assoluta libertà» di aderire al sistema concordato o di adottare altre modalità operative più convenienti. L’Authority guidata da Antonio Catricalà, ad ogni modo, ha espresso fin dal principio le sue riserve sulla procedura elaborata, dopo lunghe consultazioni, da Abi e notai per realizzare il trasferimento del mutuo senza spese, come previsto dalla legge Bersani e richiesto dai consumatori. E ieri, nella segnalazione inviata al ministero dello Sviluppo economico, nonché all’associazione bancaria italiana e al consiglio nazionale dei notai, ha sviluppato punto per punto le sue critiche.
Secondo l’Antitrust, l’accordo limita l’autonomia degli istituti di credito «nell’attuare la portabilità attraverso soluzioni alternative che potrebbero essere migliori rispetto a quelle concordate». In particolare, per l’Authority «non è del tutto chiaro come si possa garantire la mobilità della clientela consentendo la partecipazione diretta della banca originaria anche alla stipulazione del rapporto contrattuale tra il cliente e la nuova banca». L’auspicio dell’Antitrust è che il mercato dimostri «quella vitalità che a oggi è ancora mancata, instaurando pressioni competitive effettive volte a favorire una naturale riduzione dei prezzi» sia nel trasferimento che nella rinegoziazione dei mutui.
Dal canto suo, l’Abi, pur dicendosi pronta ad accogliere «suggerimenti e proposte», difende l’accordo raggiunto, sottolineando che «la procedura individuata, qualora adottata, impegna a rispettare tempi massimi ma non esclude tempi inferiori favorendo quindi le dinamiche di mercato». Quanto al coinvolgimento della banca originaria, «la procedura non prevede in alcun modo che presti il proprio consenso alla surrogazione nell’ipoteca che, al contrario, spetta esclusivamente al debitore».
Ma con le banche se la prende anche il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero: «Con i mutui a tasso variabile rischiano di indurre decine di migliaia di famiglie italiane in situazioni economiche davvero insostenibili, specie quando capita che uno dei due coniugi perda il lavoro». A rivolgersi alle banche sono anche i consumatori: Cittadinanzattiva ha inviato una lettera aperta a 13 istituti chiedendo loro di allungare la durata dei mutui a tasso variabile sottoscritti, al fine di andare incontro alle esigenze dei clienti, sempre più in difficoltà a onorare l’impegno mensile del pagamento della rata.