Mutui, inchiesta del Garante su 10 banche

L’Authority ha aperto dieci istruttorie nei
confronti di altrettante banche sulla portabilità dei mutui. Le inchieste sono state avviate per "pratica commerciale
scorretta": "La legge Bersani è rimasta inattuata". Il Codacons: "Danni ai correntisti per 5,9 miliardi"

Roma - L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha aperto dieci istruttorie nei confronti di altrettante banche sulla portabilità dei mutui. Lo ha annunciato il presidente Antonio Catricalà, nel corso di un intervento al Forum della pubblica amministrazione. Le istruttorie nei confronti degli istituti di credito sono state aperte per "pratica commerciale scorretta".

Inattuata la legge sulla portabilità La legge Bersani sulla portabilità dei mutui "è rimasta inattuata", ha sottolineato il presidente dell’antitrust Antonio Catricalà. "Ci sono rinunce a cambiare solo per i costi e denunce di cittadini secondo le quali le banche negano la surrogazione e propongono un contratto analogo ma con costi insormontabili. Abbiamo evidenze che questo succede e prove sufficienti su dieci banche". Per questo sono state aperte altrettante istruttorie da parte del Garante. "Riteniamo che sia scorretto il loro modo di agire", e quindi l’istruttoria antitrust "non è per intesa tra banche, ma per pratica commerciale scorretta". Catricalà ricorda che queste operazioni, secondo la legge Bersani, dovrebbero avvenire "a costi zero".

Il Codacons: "Danni per 5,9 miliardi" "I comportamenti scorretti delle banche che non applicano le disposizioni previste dalle liberalizzazioni introdotte dal pacchetto Bersani, hanno prodotto un danno ai correntisti pari a 5,9 miliardi euro". È quanto afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, commentando la notizia dell’apertura di dieci istruttorie contro altrettante banche da parte dell’Antitrust. "L’iniziativa dell’Autorità per la concorrenza è sacrosanta ma sicuramente tardiva - prosegue Rienzi - perché nel frattempo i cittadini hanno subito un ingente danno economico. Per tale motivo, e anche per essere coerente con le sue recenti dichiarazioni, il Ministro Tremonti deve intervenire duramente, sospendendo l’autorizzazione all’esercizio del credito per quelle banche che si sono rese protagoniste di comportamenti lesivi nei confronti dei correntisti, e almeno finchè gli stessi istituti non abbiano risarcito adeguatamente i danni economici provocati agli utenti. Questi ultimi, qualora dovessero essere confermati gli abusi delle banche, potranno avviare con l’aiuto del Codacons le dovute azioni di risarcimento".