«Mutui, nessun problema in Italia»

Al workshop Ambrosetti il numero uno di Intesa tranquillizza: «Per le famiglie indebitamento limitato». Ma sui subprime Padoa-Schioppa convoca il Cicr

nostro inviato a Cernobbio

In una mise ancora post-vacanziera, camicia chiara e niente giacca, Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo, ha manifestato tutto il suo ottimismo sulla solidità dell'edificio finanziario italiano. E lo ha fatto in una giornata segnata da una turbolenza borsistica che ha picchiato duro sull'intera industria del credito, tanto che la sua banca ha chiuso con una flessione del 3%, mentre l'indice di settore europeo è sceso del 3,1%.
La prima uscita dopo l'estate Passera l'aveva consumata il 20 agosto al Meeting di Rimini di Comunione e liberazione, dove uno dei banchieri con più senso della politica aveva incontrato i vertici di aziende pubbliche e post pubbliche.
Ieri, invece, al «Workshop The European House-Ambrosetti» di Villa d'Este, Passera si è mescolato all'élite economica e politica che ha affollato i dibattiti su geopolitica e ambiente, competitività e globalizzazione. E, in un incontro con i giornalisti, ha affrontato il tema attualmente più caldo: la crisi dei mutui.
Un problema che resta all’ordine del giorno, se come annunciato dall'agenzia Radiocor il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha convocato per il 13 settembre una riunione del Cicr, a cui parteciperanno il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, e i presidenti di Consob e Isvap, Lamberto Cardia e Giancarlo Giannini.
Passera ha comunque sostanziato la sua lettura tranquillizzante della specificità italiana con una serie di dati. «Le famiglie - ha ricordato Passera - si sono indebitate in maniera razionale. Da noi vige ancora la regola che la rata mensile vale il 30% del reddito disponibile». Sotto il profilo della ricchezza complessiva, il livello del loro indebitamento è in media pari al 40% del patrimonio «contro livelli doppi o tripli riscontrabili nei Paesi europei e negli Stati Uniti».
I subprimer classici, che non dispongono di redditi o di beni da dare a garanzia, non sono animali noti agli sportelli italiani. Dove, alla fin fine, al di là delle condizioni di partenza delle singole famiglie che chiedono un mutuo per comprare casa, le sofferenze rappresentano solo l'1,5% del totale. Ma, se a uno sguardo complessivo il problema dei mutui a rischio è poca cosa, resta il disagio dei casi singoli. Disagio acuito dalla crescita dei tassi degli ultimi due anni. «Su un mutuo da 100 mila euro - riconosce Passera - l'aumento della rata è compreso fra i 100 e i 120 euro. Un incremento non irrilevante, che però può essere affrontato passando senza costi a un tasso fisso oppure allungando la durata del mutuo».
La concessione di mutui alle famiglie, dunque, non dovrebbe subire rallentamenti. Né le banche si sottrarranno al compito di promuovere gli investimenti produttivi. Ma, nel triangolo fra imprese, istituti di credito e politica, Passera ha sostenuto la necessità di un cambio di marcia: «Occorre focalizzarsi il più possibile sull'aumento degli investimenti a lungo termine, che vanno premiati fiscalmente».