Mutui, una tavola rotonda per fermare la bolla

La crisi dei mutui subprime sta facendo collassare i principali mercati azionari del mondo. La sola Merril Lynch ha bruciato nel 2008 il 25% degli utili
realizzati negli ultimi 36 anni. Una soluzione però è possibile: un organo <em>super partes</em> che fornisca il <em>fair value</em> delle azioni

Milano - Si parla di "ciclone" Lehman e si punta il dito contro quel mostro dei subprime. Intanto l'economia mondiale è, ogni giorno, più povera. Dagli States le notizie non sono buone. Non è stato sufficiente il salvataggio statale dei colossi Fannie e Freddie per frenare i timori di un collasso finanziario. La bancarotta della Lehman Brothers, paventata da ilGiornale.it già settimana scorsa, ha aperto gli occhi a tutti. Ora nel "ciclone" ci sarebbero anche Aig, Goldman Sachs e un paio di istituti europei.

L'inizio della crisi Si cercano nuove soluzioni. Mentre i principali mercati azionari di tutto il mondo affannano, le banche centrali immettono ripetutamente liquidità: lo ha fatto in mattinata la Bce, ha replicato in serata la Federal Reserve. "Eppure è stato proprio l'eccesso di liquidità reso possibile dalla Fed a generare questo sistema - spiega un analista di Piazza Affari - le colpe vanno ricercate in una politica monetaria particolarmente espansiva caratterizzata dalla presenza di bassi tassi di interesse a seguito della recessione verificatasi in America e nel mondo dopo l'11 settembre 2001". Da quel momento, infatti, è stato facile accedere a un credito di qualsiasi natura per i bassissimi costi. "Il fautore di questa politica è stato il vecchio presidente della Fed, Alan Greespan - continua l'analista - che una volta cessato il mandato ha cominciato a denigrare il sistema che lui stesso aveva contribuito a far nascere".

La bolla immobiliare "A seguito dell'erogazione dei vari mutui - continua l'analista sentito da ilGiornale.it - le banche hanno cercato di trasferire parte dei loro rischi su una platea più vasta ricoprrendo sempre più spesso allo strumento delle cartolarizzazioni" Le securitization, in gergo anglosassone, consistono infatti nell'immissione di titoli obbligazionali da parte di una società veicolo appositamente creata. "Su questi titoli, cui veniva dato un rating da apposite società (forse troppo generose), venivano costruiti altri titoli che insistevano sullo stesso mercato immobiliare - continua l'analista - fino a quando è durata la bolla edilizia, per questi titoli c'è stata una domanda sempre crescente dal momento che offrivano un rendimento più interessante di altre azioni con uguale rating". Nel momento in cui il mercato immobiliare ha collassato, la maggior parte di questi titoli si è, progressivamente, trasformata in carta straccia facendo sì che dapprima i fondi, successivamente le entità che avevano tali prodotti nei propri libri, registrassero perdite sempre più forti.

Un buco storico Merril Lynch, una delle principali banche d'affari, ha bruciato solo nell'ultimo anno - non ancora concluso - il 25 per cento degli utili realizzati negli ultimi 36 anni: 14 miliardi di dollari su 56 circa. Quali le soluzioni possibili? "Forse la migliore soluzione potrebbe venir fuori da un'apposita concertazione tra le banche centrali, le autorità di controllo, i banchieri e i governi che, in maniera chiara, evidenzino al di là del bene e del male la reale entità del buco - continua l'analista - in modo tale da evitare che una cinica speculazione amplifichi l'entità del problema". Le ripetute speculazioni sul greggio possono essere un esempio lampante: l'oro nero ha oscillato dai 90 dollari al barile ai 160, per poi precipitare - in questi giorni - nuovamente sotto i 100 dollari.

Un fair value per i titoli "Dal punto di vista più operativo - conclude l'analista - come soluzioni tampone, si potrebbe suggerire a una tale commissione quello di sospendere dalle contrattazioni i titoli legati ai mutui subprime e affini (così come è stato fatto per Alitalia) oppure trovare un apposito principio contabile in grado di fornire un fair value dei suddetti titoli". Insomma, creare una commissione super partes che dia un "prezzo" che rispecchi maggiormente l'effettivo valore intrinseco dei titoli in caduta libera.