Mutuo facile anche per Violante e Melandri

Al ministro dello Sport un finanziamento vantaggioso di 550mila euro al 3,25%

da Milano

Mutui a tassi «politici» seconda puntata. Dopo aver rivelato le buone condizioni alle quali le banche hanno concesso finanziamenti a Piero Fassino, Massimo D’Alema, Rosy Bindi, Lorenzo Cesa e Mario Baccini e ai familiari di Antonio Di Pietro, Walter Veltroni e Fausto Bertinotti, il quotidiano economico Italia Oggi prosegue nell’inchiesta sui rapporti che intercorrono fra gli istituti di credito e gli esponenti del Palazzo.
Ed ecco spuntare i nomi di Luciano Violante, ex presidente ds della Camera, Giovanna Melandri, ministro ds alle Politiche giovanili e allo Sport, Pietro Folena, deputato di Rifondazione comunista e presidente della commissione Cultura della Camera, e Ferdinando Adornato, presidente della fondazione Liberal e parlamentare di Forza Italia. Ed ecco Unicredit aggiungersi a Banco di Napoli, Banca nazionale del lavoro, Monte dei paschi di Siena, Cassa di risparmio di Genova e Banca di credito cooperativo di Roma, i finanziatori che quando si tratta di prestare soldi a un politico si guardano bene, pare di capire, dal tirare in ballo l’ultima decisione della Banca centrale europea, la crisi dei mutui Usa, l’andamento delle borse di Seul, Hong Kong, Singapore eccetera eccetera.
Spiega Italia Oggi nella sua inchiesta che nel 2003 Violante comprò casa da una società del gruppo Pirelli e accese con Unicredit un mutuo venticinquennale per un capitale di 350mila euro e un interesse annuo del 5,88%. Sul tasso nulla da eccepire ma sulla durata... L’ex presidente della Camera e sua moglie estingueranno il debito quando avranno rispettivamente 85 e 86 anni. Meglio, e non era facile, di Fassino e signora che per acquistare un buen retiro nella campagna maremmana si sono fatti prestare dal Monte dei paschi di Siena 800mila euro che finiranno di restituire quando avranno rispettivamente 83 e 79 anni. Ma se Unicredit ha implicitamente - e giustamente - augurato lunga vita ai Violante e ai Fassino, allo stesso modo si è dimostrata galante con Giovanna Melandri, al cui fascino ha reso opportuno omaggio nel 2005 concedendo 550mila euro in mutuo trentennale a un tasso maggiorato da uno spread dello 0,75% quando lo spread «proposto» ai potenziali clienti normali era superiore all’1%. Il prestito è servito all’attuale ministro dello Sport per comprare casa in centro a Roma, nei pressi di piazza Farnese: si tratta di un appartamento che si trova in uno stabile sottoposto a vincolo artistico sul quale, per fortuna dell’acquirente, il ministero dei Beni culturali non volle esercitare il suo diritto di prelazione. Il rifondatore Folena, invece, l’anno scorso si è stabilito dalle parti di viale Trastevere e per comprare l’abitazione che aveva scelto insieme alla sua compagna ha chiesto un mutuo al Monte dei paschi di Siena: un milione e 100mila euro da restituire in 25 anni al tasso di interesse annuo del 4,180%. Secondo l’inchiesta di Italia Oggi il contratto di finanziamento prevede clausole per eventuali modifiche delle condizioni: «In caso di tasso variabile il riferimento sarà al tasso Euribor 6 mesi maggiorato di 0,550 punti». E il caso dell’azzurro Adornato rientra, al pari di quello della Melandri, nella categoria dei «colpacci». Fra il 2002 e il 2005 il presidente della fondazione Liberal ha ottenuto dal Banco di Napoli due mutui: il primo per 129.114 euro da restituire in cinque anni al tasso semestrale dell’1,90% e l’altro per 550mila euro da restituire in 25 anni al tasso annuo del 5,500%. Questo secondo prestito, sarebbe però già stato estinto. Insomma, per i nostri politici un «colpaccio» tira l’altro.
Una citazione a parte merita il presidente del Senato, Franco Marini, che secondo Italia Oggi possiede 28 proprietà immobiliari e nel 2002 ha approfittato della «neutralità fiscale» stabilita dalla legge voluta dall’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti per donare al figlio una quota del fondo immobiliare che aveva costituito nel 1999 per preservare il suo patrimonio.