Il mutuo della moglie di Veltroni

Egregio Dottor Belpietro,
facciamo seguito all'inchiesta relativa alla concessione da parte del sistema bancario di mutui e finanziamenti ad esponenti del mondo politico ed, in particolare, agli articoli apparsi nei giorni 5 e 6 settembre scorsi sul quotidiano Il Giornale da Lei diretto, nei quali Banca Carige è stata citata per il mutuo acceso in capo alla signora Flavia Prisco in Veltroni.
In merito, siamo a precisare quanto segue:
1. La proprietà dello stabile di cui fa parte l'immobile oggetto degli articoli è stata trasferita - nel quadro del generale processo di dismissione del proprio patrimonio immobiliare - dall'Inps alla società Scip - Società Cartolarizzazione Immobili Pubblici Srl -, che ha successivamente offerto in vendita le singole porzioni a tutti gli inquilini.
2. Conseguentemente, i criteri che hanno sotteso la determinazione del valore dell'immobile da parte di Scip Srl, le percentuali di sconto e le condizioni di accesso al credito praticate alla Signora Prisco Veltroni sono le medesime di quelle di cui hanno beneficiato tutti gli altri inquilini che hanno aderito all'offerta.
3. In particolare, il tasso del 3,196% annuo evidenziato nel corpo degli articoli fa riferimento al tasso di ammortamento al momento della stipula dell'atto nel marzo 2005 (euribor 1/M 2,106% + spread 1,090%). Trattandosi di un finanziamento indicizzato, il tasso praticato a decorrere dal 1 settembre 2007 è salito al 5.545% (euribor 1/M 4,455% + spread 1,090%).
Siamo a chiedere, quindi, di voler cortesemente pubblicare, quanto prima e con particolare attenzione alla visibilità del messaggio le nostre precisazioni, sia nell'ottica di una corretta informazione nei confronti dell'opinione pubblica, sia al fine di evitare danni all'immagine della Banca scrivente per motivazioni presunte, inesistenti e fuorvianti.
Distinti saluti.
Presidente Banca Carige