Mutuo da pagare, pensione pignorata alla vedova

Sarà costretta a vivere, nei prossimi due anni, con 200 euro al mese, residuo di una pensione di 800 euro che è falcidiata dalla rata d’affitto (300 euro) e dall’improvviso e imprevisto prelievo forzoso della banca con cui il marito aveva contratto un mutuo pochi mesi prima di morire: è una vedova di 69 anni, di Ventimiglia, che si è vista pignorare parte dell’assegno di quiescenza dall’istituto di credito per continuare a saldare le rate di un mutuo di 10mila euro (spalmati in 36 mesi), mutuo acceso - come si dice in asettico «banchese» - nel giugno del 2004. All’epoca, il marito pensionato aveva già compiuto 69 anni, ma faceva progetti per tanti anni avanti, consapevole dei propri mezzi e fiducioso di riuscire a onorare gli impegni dopo una vita fatta di gioie e sacrifici. In ogni caso, l’uomo aveva cercato di cautelarsi stipulando una polizza di assicurazione sul rischio del debito che avrebbe dovuto garantire il saldo in caso di premorienza. Ed è questo l’aspetto grottesco di una situazione altrimenti solo malinconica: il congiunto aveva sì sottoscritto la polizza, ma per un cavillo anagrafico ora l'assicurazione nega il rimborso, dichiarando l'invalidità del contratto.
Come siano andate precisamente le cose viene spiegato dall’avvocato Davide Oddo di Sanremo, che tutela i diritti dell'anziana vedova: all'atto di sottoscrivere il finanziamento, in cambio di altri 250 euro la banca aveva proposto (e fatto firmare) al pensionato la polizza assicurativa a garanzia del debito, ma il destino ha voluto che il pensionato morisse a distanza di 14 mesi, nell'agosto del 2005. A quel punto, la vedova aveva scritto a banca e assicurazione, facendo presente la disgrazia e chiedendo il rimborso. La risposta è stata lapidaria: «Spiacenti, ma la sua polizza non è valida». Motivo: l'assicurazione copre il contraente fino ai 70 anni di età non ancora compiuti, mentre il pensionato aveva già superato quella soglia. L’avvocato Oddo, però, non se ne sta: rimane l'interrogativo, messo chiaramente in evidenza dallo stesso legale e relativo a una clausola del contratto di assicurazione che prevede come la polizza possa essere stipulata fino ai 69 anni non ancora compiuti. Ma al momento di stipulare il contratto in banca, il pensionato aveva già compiuto i 69 anni. «E allora, come si spiega un fatto del genere? - sottolinea l'avvocato Oddo -. Si è trattato di una svista dell'impiegato dell’istituto di credito? Com'è possibile che l'impiegato non si sia accorto che il cliente era fuori dai limiti di età?». In attesa di risposte esaurienti, il legale ha già chiesto al tribunale l'interruzione del rimborso e presto chiederà anche l'applicazione della polizza. La vedova, intanto, non dovrà spendere più di 200 euro al mese, per chissà quanti mesi ancora, se non addirittura per i prossimi due anni.