Mutuo sociale presto realtà Ma è polemica sugli stranieri

Il mutuo sociale, ovvero la possibilità per i meno abbienti di acquistare dal Comune un’abitazione a rata controllata, potrebbe presto a Roma diventare una realtà, ma si discute su chi potrà avervi accesso. L’amministrazione capitolina sta infatti lavorando - e conta di portare in aula entro l’estate - a una proposta di delibera del leader e capogruppo della Destra Francesco Storace (e di tre consiglieri Pdl), che ieri è stata sottoposta alla commissione Politiche abitative. Alla seduta ha partecipato anche l’assessore alla Casa Alfredo Antoniozzi, che seppure «favorevole alle finalità della proposta», si è però riservato di presentare una sua bozza, modificata. Il nodo è infatti la nazionalità degli assegnatari: la proposta specifica che «il diritto alla proprietà della casa per finalità di mutuo sociale è riservata ai cittadini italiani». Un punto sul quale la sinistra radicale ha detto no, e che anche per Antoniozzi è «inaccettabile». Il consigliere Andrea Alzetta (Sa), leader di Action, ha infatti affermato che il testo, che tra l’altro propone il coinvolgimento del movimento per la casa di destra Casapound, «puzza di razzismo e contraddice le norme Ue e regionali». Ma Antoniozzi sta già pensando a una soluzione: introdurre nel testo «con la stessa discrezionalità che ci permette di favorire nell’assegnazione di una casa Erp le categorie disagiate, un criterio di merito: è giusto favorire chi vive a Roma da più tempo e ha pagato le tasse. No alle discriminazioni, ma non si può negare che ci sia una comunità romana che aspetta un riconoscimento». «Se fosse stato ostile alla mia proposta - ha commentato Storace - avrebbe detto: ’non si puo», e basta. Ed è chiaro di chi si sta parlando quando ci si riferisce a chi vive e lavora a Roma da più tempo».