Il mutuo-vacanze degli italiani

Nino Materi

Vacanze al mare, mano al salvagente. Ma soprattutto al salvadanaio. Con un derby da brivido (caldo): «abbonamento stagionale» batte «ombrellone giornaliero», +50% a +15%.
Quando si tratta di aumenti balneari il premio-fedeltà conta poco, e la stangata si abbatte più sui clienti di lungo periodo che su quelli del mordi e fuggi; roba da rimanere in mutande, se pure parzialmente nobilitate dal fatto che in estate si chiamano bermuda. Sdraio (+16%), lettino (+14%), accesso allo stabilimento (+25%), abbonamento settimanale (tra 8 e 11%), abbonamento mensile (tra 10 e 12%). Prezzi da insolazione anche se si resta all’ombra del bar del lido, dove bibite, pizzette e tramezzini sono ulteriormente lievitati rispetto all’anno scorso. Adesso il fixing della ristorazione take away prevede non meno di 2 euro per una lattina di Coca Cola o un pacchetto di patatine e 2,50 per un panino o una pizzetta. Se poi uno commette l’imprudenza di sedersi al tavolo, il conto rischia di essere fatale al portafoglio. Occhio quindi al listino del cosiddetto «menù turistico»: pizza Margherita e birra media, da un minimo di 10 euro a un massimo di...: i puntini di sospensione sono inevitabili, visto che alle associazioni di consumatori arrivano segnalazioni di tariffe ai limiti dell’usura.
Ma illudersi di sopravvivere, tagliando le voci di spesa voluttuarie, è pura illusione. La mazzata riguarda infatti anche «prodotti» di prima necessità, come ad esempio il +11% dei carburanti e il +7,3% del costo per i biglietti dei traghetti.
Spulciando gli ultimi dati dell'Istat relativi all'inflazione registrata a giugno, emerge chiaramente che nessun fronte della giornata vacanziera delle famiglie italiane sfugge al rincaro: viaggio, pernottamento, pasti, divertimento e perfino cultura.
Si salva chi sceglie il treno, con i prezzi dei biglietti sostanzialmente invariati rispetto allo scorso anno. Per gli altri, si va dall'aumento del 2,3% degli aerei a quello del 10,7% dei biglietti marittimi, fino al +3,4% dei trasporti stradali extraurbani (in sostanza, i pullman di linea). Una volta arrivati a destinazione, comunque, non si sfugge al caro-taxi: le tariffe sono infatti aumentate in un anno del 3,1%. Nessuno sconto neanche per chi sceglie la macchina: oltre all'ormai canonico aumento del prezzo dei carburanti (+11%), l'Istat registra rincari anche per le riparazioni auto (+3,6%) e per i pedaggi autostradali (+2,3%).
Capitolo pernottamento: meglio mettersi d’accordo prima, se non volete far versare lacrime amare alla vostra carta di credito. Rincaro contenuto per gli alberghi tradizionali, aumentati «solo» dell'1,6%. Decisamente più onerosa sarà invece la spesa per chi sceglie gli altri servizi di alloggio, in cui figurano bed&breakfast, campeggi e agriturismo, aumentati nel giro di un anno del 3,2%.
Neanche il rito della birretta gustata con gli amici sarà a buon mercato: complice «l'inasprimento fiscale» quest'anno costa il 4,9% in più. Un rincaro che si riflette su ristoranti e pizzerie, dove il conto è aumentato in un anno del 2,4%; idem per le consumazioni al bar (+2,5%).
Chi proprio non riesce a stendere il telo da mare su una spiaggia libera (sempre più introvabile), si prepari a scucire il 7,3% in più rispetto alla scorsa estate: a tanto ammonta infatti il rincaro registrato dalla voce «stabilimenti balneari».
Dopo essersi dissanguati per il viaggio, il letto, il cibo e l'ombrellone, se resta qualcosa si può andare in un parco divertimento, a patto che si sia disposti a sborsare il 2,5% in più rispetto allo scorso anno, oppure in discoteca, dove però il biglietto costerà il 2,2% in più. Le cose non vanno meglio per chi sceglie di leggere un giornale (+6,9%) sotto l'ombrellone o per chi decide di sfruttare le lunghe giornate estive per dedicarsi al giardinaggio: palette e rastrelli costano il 2,8% in più. Non è immune dal pericolo «bancarotta estiva» nemmeno chi vuole inviare la tradizionale cartolina dalla villeggiatura: i servizi postali, a causa del passaggio alla posta prioritaria, quest’anno costano il 4,2% in più.
Praticamente tutte le voci di cui si compone una vacanza, dunque, presentano prezzi ben più alti di quelli dell'estate 2005: cosa fare allora?
Una soluzione potrebbe essere quella del pacchetto vacanza, dove è tutto compreso e le sorprese sono poche, ma, a ben guardare, la sorpresa c'è anche qui: ed è un aumento del 2,7%.
Più che un pacchetto, un «pacco».
Nino Materi