«Muzungu. Diario in nero» Fra il reportage e la poesia

Con il nuovo anno proponiamo Muzungu. Diario in nero (Besa Editore pp. 144, euro 12), un intenso reportage di Gezim Hajdari a metà strada tra poesia e sintesi giornalistica sull'Africa. Hajdari è nato nel 1957 a Lushnje (Albania), si è laureato in lettere albanesi a Elbasan e in lettere moderne alla Sapienza di Roma. Nel 1990, dopo 5 anni di censura, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie a Tirana. Nel 1992 è costretto a lasciare il proprio paese. Da allora vive a Frosinone. Considerato tra i migliori poeti viventi, ha vinto diversi premi di poesia, tra cui il prestigioso Premio Montale per la poesia inedita. Le sue poesie sono tradotte in greco e in inglese. Hajdari scrive sia in albanese che in italiano, rinnovando un'antica tradizione di poeti (da Seneca fino a Keats, Nabokov, Yeats, Celan) che hanno scritto nella lingua del paese ospitante. Temi ricorrenti nella sua poetica sono la solitudine, il viaggio ed elementi naturali come la pietra, la terra, il cielo.