Myanmar, un paese in mano ai militari

La Birmania ha assunto il nome di Myanmar nel 1989, un anno dopo il colpo di Stato con il quale sono andati al potere i militari. L'attuale capo di stato, il generale Than Shwe, che detiene il titolo di capo del concilio statale della pace, ha tutti i poteri

Il Myanmar è uno Stato dell'Asia sudoerientale. Occupa parte della costa occidentale della penisola indocinese e confina da ovest a est con Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia. E' uno dei cosiddetti paesi in via di sviluppo. Ha una popolazione di circa 51 milioni di abitanti, ma l'ultimo censimento affidabile fu svolto nel 1983 (scheda tratta dall'enciclopedia online Wikipedia.org).

Il cambio del nome La Birmania ha assunto il nome di Myanmar nel 1989, un anno dopo il colpo di Stato con il quale sono andati al potere i militari. I nuovi governanti decisero di cambiare il nome per far diminuire le proteste spesso violente delle minoranze Shan e Karen che reputavano Birmania un nome che si riferisce solo all'etnia predominante. L'Unione europea preferisce usare entrambi i nomi: Birmania/Myanmar. I media usano tuttora la denominazione "Birmania".

Il regime al potere L'Unione di Myanmar è governata da un regime militare. Eletta nel 1990, l'Assemblea popolare formò la Coalizione nazionale per l'amministrazione dell'Unione di Birmania (NCGUB), che ora è in esilio e opera per la democrazia nello stato comandato da Sein Win, un cugino di Aung San Suu Kyi. Il NCGUB è bandito in Birmania.

Tutti i poteri al generale Than Shwe L'attuale capo di stato, il generale Than Shwe, che detiene il titolo di capo del concilio statale della pace, ha tutti i poteri, incluso quello di poter rimuovere ministeri e i loro membri, prende le maggiori decisioni nel piano delle politiche estere. Khin Nyunt era il primo ministro fino al 19 ottobre 2004, rimpiazzato dal Generale Soe Win, che tagliò molti poteri a Than Shwe. La maggior parte dei ministeri sono capeggiati da ufficiali dell'esercito, con le eccezioni del ministero della sanità, del ministero dell'educazione e del ministero del lavoro, che sono in mano a civili.

La repressione politica I partiti politici importanti in Birmania sono la Lega Nazionale per la Democrazia e la Lega Democratica Shan, anche se le loro attività sono regolate dal regime. C'è pochissima tolleranza per l'opposizione e molti partiti sono stati proscritti. Nel 1988, l'esercito birmano represse violentemente le proteste contro la cattiva gestione economica e l'oppressione politica. L'episodio più cruento avvenne l'8 agosto 1988, quando i militari aprirono il fuoco contro rivoltosi.

Le elezioni farsa del 1990 Nonostante gli insuccessi delle rivolte, le proteste del 1988 hanno aperto la strada per le elezioni dell'Assemblea della gente, nel 1990. I risultati dell'elezione successivamente sono stati invalidati dal regime. La lega nazionale per la democrazia, condotta da Aung San Suu Kyi, ha vinto più del 60% dei voti e più del 80% delle sedi parlamentari nell'elezione nel 1990, tenuta per la prima volta dopo 30 anni. Aung San Suu Kyi ha guadagnato l'elogio internazionale come attivista per il ritorno del governo democratico in Birmania, vincendo il premio nobel per la pace nel 1991. È stata condannata agli arresti domiciliari.

Naypyidaw, la nuova capitale Il 27 marzo 2006 la giunta militare ha spostato la capitale da Yangon a Pyinmana, che è stata ufficialmente rinominata "Naypyidaw", cioè "sede dei re".

La popolazione E' molto composita e questo rende assai difficile l'integrazione dei vari gruppi etnici. I birmani costituiscono il 69% della popolazione; abbastanza numerosa è l'immigrazione di commercianti cinesi, pachistani, thailandesi e indiani. La popolazione è passata dai 13 milioni del 1921 ai 24 del 1964 fino ai 51 milioni del 2006. Quasi il 79% della popolazione vive in villaggi.

L'economia E' una delle nazioni più povere al mondo, il prodotto interno lordo cresce annualmente soltanto del 2.9% (il ritmo più basso della regione asiatica). La moneta ufficiale è il Kyat (per un euro ci vogliono circa 800 kyat). Raffigurata su tutte le banconote il "Chinze", la statua tradizionale.