Myanmar, terzo giorno di protesta dei monaci buddisti

Circa 200 religiosi si sono radunati davanti a pagoda Shwedagon
Yangon: i religiosi guidano il movimento anti-regime. Appello dell'attore Jim Carrey su YouTube: intervenga l'Onu

Yangon - Oltre duecentop monaci buddisti si sono radunati oggi davanti alla pagoda Shwedagon, il tempio più venerato del Paese, situato in cima alla collina che domina la capitale di Yangon. Si tratta del terzo giorno consecutivo che i monaci si riuniscono davanti alla pagoda e trovano i cancelli chiusi per ordine delle autorità, decidendo così di marciare in città contro la giunta. Ieri, circa 500 monaci hanno occupato la pagoda Sule, sempre a Yangon, mentre altre migliaia di religiosi hanno protestato nelle città di Sittwe, nella zona occidentale del paese, e in quella di Mandalay, nel centro.

I monaci hanno così assunto la guida delle proteste scoppiate nel Paese la metà di agosto, quando il regime militare ha deciso pesanti aumenti del costo del carburante e dei trasporti. Diverse centinaia gli attivisti arrestati nel corso delle manifestazioni. I monaci sono tornati in piazza questa settimana dopo il rifiuto del governo di presentare le sue scuse per le percosse inflitte ai religiosi durante una delle prime dimostrazioni di piazza. I monaci hanno anche deciso di rompere ogni rapporto con la giunta e le loro famiglie.

L'attore Jim Carrey su YouTube: intervenga l'Onu La star del cinema invita a inviare una e-mail al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, per chiedere di «coordinare una risposta forte» da parte del Consiglio di sicurezza su quanto avviene a Myanmar. Due settimane fa, sempre l’attore comico Usa aveva lanciato un altro appello su YouTube, sottoscritto da altre star di Hollywood come Anjelica Huston, Jennifer Aniston, Dustin Hoffman e Susan Sarandon, per chiedere la liberazione della leader per i diritti umani birmana, Aung San Suu Kyi, da 11 anni agli arresti domiciliari a Myanmar. Aung San Suu Kyi ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1991, come riconoscimento delle sue iniziative non violente contro il regime militare.