Né lucciole né luci (rosse) di notte in strada

Fingono di chiedere informazioni, di aver sbagliato strada o addirittura di essere parenti della prostituta o del trans che ospitano nell’auto. I clienti delle lucciole le pensano proprio tutte per sfuggire alle multe, ma i vigili urbani ormai conoscono a memoria tutto il ventaglio di scuse. E la sanzione scatta puntuale.
L’ordinanza anti-prostituzione del sindaco, entrata in vigore quindici giorni fa, sta producendo i suoi effetti. La scorsa notte trenta tra prostitute e trans sono finiti nella rete degli uomini dell’VIII gruppo della municipale. I venticinque agenti, al comando di Antonio Di Maggio, hanno passato al setaccio le strade del sesso, nella zona est della città, identificando i «fuorilegge» e constatando, allo stesso tempo, il successo del provvedimento voluto con forza da Gianni Alemanno. In via Palmiro Togliatti, in via Prenestina, a piazza Pino Pascali, in via Collatina, nell’area del Mattatoio e in via Longoni, l’abituale «traffico» era più che dimezzato. Anche il tratto di via Salaria che si avvicina al Grande raccordo anulare, solitamente preso d’assalto dalle prostitute e dai loro clienti, era stranamente vuoto, tanto che alle due «al lavoro» c’erano solo una dozzina di straniere.
«Abbiamo trovato una presenza molto ridotta e comunque spostata a tarda notte - hanno spiegato i vigili -. Molti trans, poi, vista la pressione che stanno subendo in queste settimane, stanno abbandonando l’Italia per trasferirsi in Spagna».
Anche le prostitute più temerarie cercano di stare nascoste. «Sei le abbiamo accompagnate nei nostri uffici per l’identificazione perché non erano in possesso di documenti di identità e permesso di soggiorno - racconta il comandante Antonio Di Maggio -. Alcuni tra i clienti, invece, hanno reagito in malo modo». Tra questi un furbo che, sorpreso dai vigili, ha provato a farla franca presentando un tesserino della polizia ambientale e dicendo di trovarsi lì per caso, solo per chiedere dove si trovava l’American Hospital. Ma è stato tradito da un cartello posto a pochi metri, che indicava la direzione dell’ospedale e davanti alla determinazione della task-force anti-prostituzione è andato su tutte le furie. «Se l’è presa con il sindaco, accusandolo di non essere nessuno e di non aver diritto di fare nuove leggi - raccontano gli agenti della municipale -. Il trans con cui stava parlando poco prima, però, ha ammesso che quello era un cliente abituale e si era fermato per dargli il nuovo numero di cellulare». Un ventiquattrenne, invece, è stato multato mentre «contrattava» con una prostituta e gli è stata sequestrata l’auto, perché in stato di ebbrezza. Due minorenni romene, infine, sono state liberate dai loro aguzzini a Trigoria e convinte a entrare nei progetti di recupero del Comune.