Né Solidarietà né Sociale

«Pronto, Ministro Ferrero?». «Sì, di che giornale siete?». «È la Camera dei Deputati, le passiamo il Presidente». (musichetta). «Pvonto?!». «Pronto, Fausto, sei tu?». «Sì, Paolo, e gvadivei una maggiov defevenza». «Uh, certo: saluti a te, compagno Presidente». «Ma no, testone, dicevo una maggiov defevenza vevso il tuo alto incavico». «Uh?». «Pvendi il nostvo giovnale di oggi, Paolo». «Liberazione o l'Unità?». «Il Covvieve, Paolo». «E allora?». «E allova compavi a pagina 2 pev la tua idea balzana di andave in pensione a 58 anni, e poi compavi a pagina 17 per il tuo elogio del muvo di Padova che dici di estendeve ad altve città, e poi compavi in un boxino della stessa pagina dove dici che bisognevebbe legalizzave la cannabis: mi hai votto, Paolo». «Ma...». «Devi fare qualcosa di nuovo, Paolo». «Ma Fausto, cioè, compagno presidente, lo sai che la stampa...». «Non insegnave a me come usave la stampa, Paolo. Da quando scaldi quella sedia, cito a memovia, hai detto che ci vogliono le stanze del buco pev dvogavsi, hai detto che bisogna bloccave tutti gli sfvatti del Paese, hai covvetto pubblicamente le cifve di Padoa Schioppa, hai detto che gli immigvati devono potev entvave in Italia anche senza lavovo, hai pevsino adevito al Gay Pvide: ora basta, ho da favti fave qualcosa di nuovo». «Che vuoi dire, Fausto? Oddio, che vuoi farmi fare di nuovo?». «Il ministvo, Paolo».