Nagano e le «dediche» dei grandi

Pietro Acquafredda

Se Seiji Ozawa è il capostipite dei direttori d’orchestra giapponesi, Kent Nagano è senz’altro il primogenito, nonostante sia nato e cresciuto tra San Francisco e Los Angeles, in California, a Morro Bay, crocevia di popoli e culture.
Nagano, il cui nome si fece anche per la successione romana a Chung all’accademia di Santa Cecilia prima della scelta di Pappano, occupa oggi due ruoli fra i più ambiti del mondo musicale. Dirige infatti l’Opera di Stato Bavarese (da quest’anno, non appena Zubin Mehta avrà traslocato) e l’Orchestra Sinfonica di Montreal, al posto di Charles Dutoit. E tutto questo dopo aver fatto il giro delle orchestre più prestigiose, dopo essersi dissetato alle sorgenti della musica del nostro tempo, con Boulez all’Ensemble Intercontemporain e dopo essersi fatte le ossa in quell’Opéra di Lione che, rinnovata anche nelle struttura architettonica che sposa passato e presente, ha vissuto sotto la sua direzione una vivace stagione creativa. Nagano, oggi cinquantacinquenne, è una delle bacchette più prestigiose della sua generazione, apprezzato sia nel repertorio operistico che in quello sinfonico, sia classico che moderno e contemporaneo.
Per il suo ritorno a Roma, dove ad onor del vero non è di casa, ha scelto un programma che spazia da Beethoven a Brahms passando per Luigi Nono. I tre brani in programma stasera, stilisticamente molto diversi, sono però accomunati dall’essere stati scritti dietro ispirazione di qualcuno. Un personaggio (Napoleone Bonaparte) nel caso della Sinfonia n. 3 «Eroica» di Beethoven); un amico con il quale si desiderava riconciliarsi nel caso del Doppio Concerto per violino, violoncello e orchestra di Brahms (il destinatario-amico era il famoso violinista Joachim, dedicatario anche del precedente e più noto Concerto per violino); o un compagno d’arte, oltre che amico, come nel caso di Luigi Nono che il nome del dedicatario - l’architetto Carlo Scarpa - pone a titolo della sua composizione per orchestra. «A Carlo Scarpa architetto e ai suoi infiniti possibili».
Non va dimenticato, infine, che nel concerto brahmsiano sono impegnati come solisti due prime parti dell’Orchestra ceciliana: Carlo Maria Parazzoli, «spalla» dell’orchestra, e il primo violoncello Gabriele Geminiani.
Auditorium. Sala Santa Ce-

cilia. Musiche di Beethoven Brahms, Nono: Kent Nagano direttore. Sabato 21, ore 18; lunedì 23, ore 21; martedì 24, ore 19.30: Biglietti da 16,00 a 41,00 euro. Informazioni: 068082058.