Najaf, ucciso nella battaglia il Mahdi con 300 miliziani

Attentati e imboscate: 22 morti. Intanto si è conclusa la battaglia nella città santa di Najaf. Le forze Usa e l'esercito iracheno hanno ucciso più di 300 miliziani sunniti e sciiti

Bagdad - Nella battaglia di Najaf è stato ucciso Ahmed Hassani al-Yemeni, che si faceva chiamare "il Mahadi", capo di una setta messianica, cui facevano riferimento i miliziani che hanno combattuto ieri contro l'esercito iracheno e statunitense. Lo ha riferito il ministro della Sicurezza nazionale iracheno. La battaglia è stata una delle più sanguinose degli ultimi 4 anni. Forze di sicurezza statunitensi e irachene hanno ucciso più 300 miliziani guidati da Ahmed Ibnal Hassan al-Yemeni in una lunga serie di scontri ha visto la partecipazione di carri armati e aerei F-16. Le forze statunitensi ieri hanno preso il controllo delle operazioni e hanno bombardato la zona fino all'alba di oggi. Due soldati americani sono rimasti uccisi quando un elicottero si è schiantato al suolo. Tre soldati iracheni e cinque poliziotti hanno perso la vita negli scontri e sei sono dispersi. Una quarantina fra poliziotti e membri dell'esercito iracheno sono stati feriti. Il colonnello della polizia Ali Nomas ha detto che, durante l'operazione, sono stati uccisi tra i 300 e i 350 militanti armati e decine di altri sono stati arrestati.

Miliziani Secondo una fonte politica irachena, erano in centinaia i militanti che hanno preso parte agli scontri, sia tra i membri della comunità sciita che di quella sunnita. A detta del governatore della provincia, i guerriglieri si sono radunati nei frutteti attorno alla città con l'intento di colpire le autorità religiose sciite in concomitanza con l'Ashura, che ricorda la morte di Hussein, il nipote di Maometto, nella battaglia del 680 a Kerbala, che rafforzò lo scisma fra sunniti e sciiti. Sulla loro identità non si hanno informazioni precise, ma si tratta di ribelli sunniti e seguaci sciiti di un culto apocalittico, che sostiene di essere il precursore del Mahdi, figura messianica la cui comparsa dovrebbe segnare l'inizio di un mondo giusto. La sua sede, a Najaf, era stata chiusa 10 giorni fa. Un ufficiale dell'esercito iracheno ha riferito che alcuni combattenti islamici indossano delle bandane e si proclamano "soldati del paradiso". Secondo qualcuno la foggia dei loro vestiti ricorda quella dei talebani afghani.

Arrestati 130 sospetti terroristi Almeno 130 persone sono state poste in arresto con l'accusa di appartenere a gruppi terroristici nei pressi della città santa di Najaf. Lo hanno annunciato oggi le autorità della polizia locale: "Un centinaio dei sospettati in carcere non sono iracheni, ma provengono dallo Yemen, dall'Algeria, dal Pakistan e dall'Afghanistan".

Ventidue morti per una serie di attentati Almeno 22 morti e decine di feriti sono il bilancio di una serie di attentati e imboscate compiuta oggi in diverse località dell'Iraq. Un kamikaze al volante di un'automobile imbottita di esplosivo si è fatto saltare in aria a un posto di blocco dell'esercito iracheno a Kadhimiyah, quartiere sciita nella zona nordoccidentale di Baghdad: il bilancio è di quattro morti e 17 feriti. Una bomba è esplosa su un pullmino alla periferia orientale della capitale e ha fatto quattro morti e cinque feriti. A Karrada, zona centrale di Baghdad, un cecchiano ha sparato e ucciso un agente di guardia a una banca. Nella provincia di Diyala, a nordest di Baghdad, in una serie di imboscate sono morte nove persone, tra cui sette soltanto a Baquba e una donna nella vicina cittadina di Khallis. A Kirkuk, centro petrolifero nel nord del Paese, una persona è stata uccisa dall'esplosione di una bomba collocata all'ingresso di un cimitero. Ad Amara, nel sud dell'Iraq, due persone sono state uccise da una mina fatta esplodere al transito di una pattuglia dell'esercito iracheno. Nella zona di Suwaira, a sud di Baghdad, la polizia ha riferito di avere ripescato dal Tigri tre cadaveri, uno dei quali era decapitato.