Nancy Brilli: «Adesso voglio far ridere»

da Roma

La fatica è praticamente finita. Ma Nancy Brilli non è contenta. Dice: «In questa settimana da madrina del Rome fictionfest ho capito una cosa: che i ruoli istituzionali mi piacciono tantissimo. A questo poi mi sono davvero affezionata». Forse perché c'è di mezzo il suo grande amore: la fiction. A differenza di altre colleghe, arrivate in tv da poco, Nancy Brilli pratica infatti il genere dall'86: Naso di Cane, regia di Pasquale Squitieri. «Che allora si chiamava sceneggiato», precisa con un sorriso. «Poi ho alternato alla televisione, cinema e teatro. Detto questo: rifarei domani stesso Commesse e un Cane sciolto, con Sergio Castellitto. Grandi soddisfazioni soprattutto nel secondo caso: dovevo uscire alla fine della prima serie, sono stata richiamata e promossa commissario a furor di popolo, con la gente che scriveva per rivedermi in onda».
A distanza di 21 anni eccola ancora interprete di una fiction, Caterina e le sue figlie 2, al fianco di Virna Lisi, che vedremo in autunno su canale 5 e che è stata presentata ieri al RomaFictionFest. Spiega Nancy: «Renata, il personaggio che interpreto, è una donna di cento chili. Ma nonostante ciò è una donna allegra, solare, che fa ridere. Con lei viene dato un cambio di rotta alla serie, che sarà meno melanconica e più divertente». Ci si è trovata bene nel personaggio, la Brilli. Dice: «C'è bisogno di leggerezza in questo periodo e avere un ruolo frizzante era esattamente quello che cercavo. Ho interpretato tanti personaggi drammatici nella mia carriera, adesso voglio ridere e far ridere».
Niente di personale. Con Roy De Vita, il suo compagno, va tutto bene. Ci tiene a precisarlo. E la sua vita privata scorre bene: «Forse è proprio questo. Sto bene con me stessa e voglio dimostrarlo anche al cinema, in tv. Ho fatto un sano repulisti togliendomi dalle scatole tutte le persone cattive che si trovavano ai bordi della mia esistenza. Sto davvero meglio, ora».
E' stata meno bene durante le riprese di Caterina e le sue figlie 2. Esclama: «Fatica improba. Ero imbottita di gommapiuma, dalla testa ai piedi, con una maschera di gel al silicone che aderiva perfettamente alla faccia. Tre ore al giorno di trucco e poi sul set, dove cascavo per terra, soffrivo il caldo, avevo delle crisi di pianto. Dopo quattro mesi di quella tortura non vedevo l'ora di finire. Eppure quello di Renata è un personaggio dolcissimo. Dopo la gravidanza è ingrassata di cinquanta chili, il marito l'ha lasciata e il figlio le dice che così cicciona le fa schifo. Una donna sconfitta dalla vita, insomma, ma ad un certo punto si rimboccherà le maniche per dimagrire e riscattarsi agli occhi del mondo».
L'Imbottitura di gommapiuma, ma non solo. La fatica vera è stata entrare nella parte di una cicciona, nella sua sofferenza. «Ho dovuto lavorare sodo per cambiare la voce, i movimenti del corpo. E per fortuna che in molte scene avevo una controfigura, Barbara, che ha un poco alleviato il mio peso dandomi anche numerosi consigli su come muovermi e comportarmi».
In autunno la Brilli sarà in teatro con uno show tutto al femminile pronta però a dire si ad un'altra fiction: «Se pensiamo che quest'anno verranno prodotti solo una ventina di film per il cinema, dico benedetta tv. Altrimenti tutte le maestranze e noi attori saremmo dei disoccupati». Davvero la madrina ideale del RomaFictionFest.