Nancy Pelosi «L’Italia e Silvio migliori partner dell’America»

Il governo italiano «non esclude» di chiedere al Parlamento un rinforzo «temporaneo» del contingente in Afghanistan in occasione delle prossime elezioni presidenziali di agosto. La prima risposta da Roma al governo degli Stati Uniti è arrivata ieri dal ministro della Difesa Ignazio la Russa e dal ministro degli Esteri Franco Frattini.
Di Afghanistan avevano già parlato il premier Silvio Berlusconi e il presidente americano Barack Obama in una recente conversazione telefonica. Ma ieri il confronto con la nuova amministrazione Usa è stato diretto: Berlusconi ha ricevuto infatti la presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, l’italo-americana Nancy Pelosi, che nel pomeriggio ha avuto un colloquio con La Russa e poi con Frattini per parlare di temi più strettamente legati alla difesa e alla politica estera.
Il primo incontro è stato all’insegna di una conferma di amicizia tra i due Paesi che Nancy Pelosi ha ribadito più volte al termine del pranzo con Berlusconi a Villa Madama (tra l’altro il premier interverrà il 2 marzo in Egitto all’apertura della conferenza sulla ricostruzione della Striscia di Gaza con il presidente francese Nicolas Sarkozy e il segretario di Stato Usa Hillary Clinton). La «colazione di lavoro» è stata «rivelatrice», ha spiegato la presidente della Camera statunitense «su come poter lavorare insieme». La leader democratica ha ringraziato Berlusconi «per la sua saggezza e la sua conversazione vivace» e per «la compagnia eccellente». L’Italia è «senza dubbio in ambito Nato il miglior partner degli Stati Uniti», ha proseguito con convinzione. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, «considerano Berlusconi un amico in Italia e nell’Unione europea. Siamo lieti di seguire la saggezza di Berlusconi» e «dell’Italia in Europa. Il nostro scopo primario è di rafforzare le relazioni tra i nostri due Paesi». Pelosi ha poi ringraziato l’Italia per «l’ospitalità concessa alle truppe americane». Frattini ha confermato l’intenzione del governo di rispondere alla Nato qualora fosse richiesto un contributo di uomini in occasione delle elezioni afgane.