Nanda e le altre, quando l’arte è femmina

Anche quest’anno la Galleria Ponte Rosso ripete su richiesta dei suoi appassionati e di tutto il «mondo» di Brera una ricca scelta di quadri di grande qualità. Fino al 12 gennaio Nanda Consonni presenta in un’ideale continuazione della mostra di Palazzo Reale «L’arte delle donne», dedicato appunto alla pittura femminile, una serie di quadri di Felicita
Frai fra i quali Cestino di viole, una tela di grande sintesi pittorica e di eleganza. In mostra nella prestigiosa storica sede di via Brera 2 (Informazioni, tel. 02/86461053) anche lavori di pittrici come Chiara Luraghi con La giostra, Maria Luisa Simoni Casa nello Emmen; Gina Maffei con Bosco di Betulle e molte altre. La stessa Chiara Luraghi oltre a essere presente con le sue opere ha creato un raffinato calendario riprodotto in 1.500 esemplari in cui si mischiano immagini e parole di grande poesia. Tra i suoi lavori figurano Mattino, un olio del 1974, Di domenica del 2006, Dolcezza inquieta, sempre dello stesso anno, una sorta di omaggio a Giorgio Morandi, Nuvole e ombre del 2005, Gatto del 2004, Bianco il cappellino, una sorta di sezione della nota Stanza in Provenza di Van Gogh del 2006, Piccolo ponte Bolina del 2005 e Arturo che legge datato 2004.
La pittrice milanese alterna ricche finezze cromatiche a scuri periodi chiari, un’alternanza che rivela la natura sensibile del suo animo sempre in rapporto con i modelli e i temi della sua arte. Il trascorrere del tempo è intenso come il suo rapporto con la natura e il paesaggio.
La rassegna, che congiunge l’anno che finisce con quello che nasce, vede anche sfilare capolavori di pittori come Luigi Brambati con Pescatori bretoni, Francesco De Rocchi con Paesaggio, una splendida Burano di Silvio Consadori, La neve a Bratto di Ezio Pastorio, Venezia-Traghetto di Carlo Dalla Zorza, uno scorcio del 1946 molto tradizionale carico di malinconia, Naviglio pavese di Perelli Cippo e poi ancora Prato verde di Piero Giunni. Una scelta, quella della galleria, legata alla dimensione e alla qualità pittorica per offrire l’opportunità di fare conoscere piccoli ma grandi quadri.