Nando, l’eroe che combatte per la ricerca

«A 39 anni mi sono svegliato paraplegico, solo in camera iperbarica riuscivo a fare piccoli movimenti. La riabilitazione è stato lo sport più difficile che abbia mai dovuto imparare». Così, Ferdinando, ricorda. Lui, istruttore di sub a Sharm El Sheik, ricoverato per mesi dopo una «risalita» in superficie senza tappe di decompressione. Tutto, per un’emergenza. Tutto, per salvare un amico.
Ora, Ferdinando - che ha ricominciato a muoversi, anche se con difficoltà - torna al suo amore di sempre. Il mare. «Ho deciso - racconta - di circumnavigare l’Italia con una barca a vela per portare lungo tutta la costa il messaggio di AncorAmare», l’associazione che ha fondato. Dodici tappe, da Ravenna (lasciata domenica scorsa) a Livorno (dove arriverà il prossimo 16 luglio), e per ogni porto un’immersione. «Per dimostrare che è ancora possibile anche per una persona come me». E per promuovere la medicina iperbarica.