Nani e ballerine al circo Formula1

Alla fine fa ridere pure l’unica cosa che esiste da sempre: il mezzo punto. Chiamatelo davvero circo, ma con la minuscola per favore, perché dopo la Malesia siamo talmente al delirio che non esiste più nessuna formula per cercare di rimettere insieme i cocci. Tanto per dire: nell’era della meteorologia satellitare sarebbe bastato chiedere a una nonnina di Sepang coi reumatismi cosa sarebbe successo a far correre il Gran Premio alle 17 locali. O magari più semplicemente rivolgersi a uno che di solito di automobilismo ne capisce, Felipe Massa: avrà pure quell’aria un po’ così, ma se dice «ci fanno correre alle 5 del pomeriggio coi monsoni, tutti sanno che pioverà» c’è da credere che non abbia comprato in edicola le lezioni del colonnello Giuliacci. Anche perché poi è arrivato il naufragio, appunto.
Insomma, la Formula Uno va in barca e qui non c’entra il fatto che da 17 anni a questa parte la Ferrari non cominciasse così, neanche avesse il cambio di una Topolino. Qui si tratta di Max Mosley e la sua banda, che al grido «risparmiamo, risparmiamo» alla fine si sono concentrati sui motori e non hanno risparmiato invece le figuracce. E anche se avevamo chiesto un campionato dove il Button di turno avesse le stesse possibilità degli altri per garantirci il divertimento, non volevamo che tutto finisse come una recita del Bagaglino.
Quindi il mezzo punticino raccattato ieri da Rosberg, ottavo nel mezzo Gran Premio della Malesia, non è nulla. È il resto che è un vero delirio, ricordando che neppure si erano accesi i semafori dell’intero campionato che già Federazione e team avevano litigato sui punteggi ed è finita che il regolamento è cambiato due volte a macchine ferme. In pratica: pronti via, abbiamo scherzato.
Poi il resto: la federazione internazionale che impone un regolamento rigidissimo e poi si scopre che basta un semplice scarico per mandare la Formula Uno in tilt, neanche fosse la centralina di rilevamento d’aria in centro a Milano. E quindi i ricorsi e i controricorsi con i Gran Premi che si corrono sub judice, eppoi le bugie di Hamilton e della McLaren che diventano materia per un film di Natale. E infine la pioggia di ieri, con la corsa rimasta a metà e i piloti costretti sulla pista ad aspettare ordini e lasciati al buio, nel senso che bastava guardare il cielo per sapere che non si poteva più correre. Insomma: questa è la Formula Uno oggi, il mitico Circus tecnologico ormai in preda a decisioni ballerine. E in effetti essendo diventato un circo, mancavano solo loro.