Nania (Pdl) «Mai visto un presidente della Camera così presenzialista»

Le bacchettate arrivano dai vicini di casa. Domenico Nania è il vicepresidente del Senato, è un signore con barba e capelli bianchi, gli occhiali rossi e qualche tempo fa ha scritto un libro sul «Testamento biologico, la terza via». Fini è stato il suo leader in Alleanza nazionale. E con lui ha diviso molte scelte politiche. Ora però si stupisce del movimentismo di Gianfranco. Lo fa in un’intervista a «Gli Altri», il giornale diretto da Sansonetti. Dice: «Non si è mai visto un presidente della Camera così presenzialista». Fini va ovunque, come una madonna pellegrina della destra bipartisan. «Basta vedere i giornali, molti osservatori politici di sinistra parlano di Fini come colui che vuole trasformare la destra in un soggetto politico di tipo europeo. È vero che le ultime tre presidenze della Camera sono state più personalizzate rispetto al passato, ma quando, per esempio, rivestiva quel ruolo Casini, non interveniva mai nel dibattito politico quotidiano. Se mai lo faceva fare a Follini. Oggi basta aprire i giornali per vedere come stanno le cose... ». E sulle conseguenze: «Chiunque vincerà domani le elezioni non darà mai a un leader politico il ruolo di presidente della Camera o del Senato». Infine sulla bozza Violante Nania si dice d’accordo a tenerla presente come base di discussione, però precisa che «va bene se si punta a riforme al ribasso. Se invece si vuole parlare di riforme unitarie bisogna ripartire dalla bicamerale D’Alema-Berlusconi-Fini. La grande novità è che mercoledì scorso in Senato, durante la discussione sulle riforme istituzionali, la mozione del Pd ha fatto riferimento anche al riequilibrio dei poteri in Costituzione; la sinistra democratica ha finalmente deciso di proporsi come reale alternativa di governo». A parole. Poi tutti in piazza per il No-B Day.