Nanni Moretti, un Caimano nel raccogliere soldi pubblici

C’è chi ha commentato «giustizia retroattiva» - avendo in mente certi politicizzati film di Nanni Moretti in teoria autofinanziati - e chi invece «pastrocchio all’italiana». Sta di fatto che la sentenza del Tar del Lazio resa nota ieri costringerà (salvo inattesa vittoria in appello) molti registi gauche caviar a restituire i soldi pubblici ricevuti a suo tempo. È andata così: nel 2006 il Ministero dei Beni Culturali assegnò i «Premi Qualità» di 250mila euro ciascuno a dieci film, tra cui Il caimano di Moretti, Il regista di matrimoni di Bellocchio, L’amico di famiglia di Sorrentino e La stella che non c’è di Amelio. La casa di produzione Luna Rossa, dopo essersi vista negare il riconoscimento per Le rose del deserto di Monicelli, ha fatto ricorso. Cioè ha domandato al tribunale: ma siamo sicuri che, come prescrive un decreto ministeriale, i giurati abbiano visto tutti gli 80 film in concorso? Oppure dietro le dichiarazioni di alcuni giurati di aver «già visto il film in cassetta o dvd» (e non, come auspicherebbe il regolamento, in sala e collettivamente) c’era una decisione già presa a favore di alcuni registi «amici»? E ancora: perché è stato premiato il film di Amelio, accolto negativamente, e non a quello di Monicelli, elogiato da molti? Domande non da poco, che scoperchiano altre questioni. I fan di Moretti, ad esempio, sostengono che il Maestro non riceva un euro dallo Stato per i suoi film, ma la sentenza del Tar a favore di Luna Rossa ha portato alla luce i «corridoi alternativi» che il regista percorre per raggranellare soldi pubblici per la sua Sacher Film. Uno è il «Premio Qualità» (oggi non viene più assegnato), l’altro consiste nei contributi percentuali sugli incassi. Al «Premio Qualità» occorreva iscriversi, non si veniva scelti «dall’alto». Per avere, poi, i contributi sugli incassi (che vanno a scaglioni, dietro verifica Siae dello sbigliettamento) ancora oggi occorre farne espressa domanda. E Moretti l’ha fatta, tant’è che Il caimano ha ricevuto 1.341.063 euro (Fus 2007), un contributo agli autori dell’1,5% (Fus 2008, beneficiari: Heidrum Schleef 2.554 euro, Giovanni Moretti 67.029, Francesco Piccolo 12.187 e Francesca Pontremoli 12.187) e infine un saldo incassi di 19.478 euro (Fus 2009, nel quale rientrano anche i 250mila euro del Premio Qualità). Per tacer del milione e mezzo pagato dalla Rai per trasmettere Il caimano. Che ottenne il 13% di share. Poco, per una cifra così alta. Ma il Maestro, incassandola come tutte le altre, non ha battuto ciglio.