«Con la Nano sfidiamo anche i colossi Usa»

«Rilanceremo Jaguar e Land Rover per i prossimi trent’anni. E dopo il 2025, l’India supererà la Cina»

nostro inviato a Chandigarh
Il punto sull’alleanza con Fiat e gli sviluppi a breve, il futuro di Jaguar e Land Rover a poche settimane dall’acquisizione dei due marchi dalla Ford, il fenomeno Nano, che dall’ultima parte dell’anno sarà venduta a 2.500 dollari, e le prospettive di un’imminente sfida globale sul fronte dell’ultra low cost. Rajiv Dube, presidente della divisione Auto di Tata Motors, ha incontrato il Giornale durante una tappa del «Magic India discovery tour», che due Ferrari 612 Scaglietti porteranno a termine il prossimo 8 maggio dopo aver percorso più di 11mila chilometri. Tata Motors, che in India condivide con Fiat le proprie concessionarie nonché alcune attività industriali, è uno dei principali sostenitori del raid. Nel 2010, infatti, l’India ospiterà il primo Gran premio di Formula 1 e non è un mistero che la Ferrari, da qui a qualche anno, abbia in programma lo sbarco anche su questo mercato.
Come la Cina, l’India è in questo momento nel mirino dei più importanti gruppi automobilistici e, secondo Dube, tra il 2025 e il 2030 potrebbe addirittura superare il Paese della Grande Muraglia. «È vero che a livello di infrastrutture la Cina è più avanti di noi - commenta il manager indiano - ma c’è una ragione: in una democrazia, come è la nostra, i tempi sono più lunghi. La nostra è una crescita costante, mentre quella cinese è soggetta a picchi». L’India si sta motorizzando velocemente, nonostante la crisi generale cominci a farsi sentire sul mercato delle quattro ruote: tra febbraio e marzo, infatti, le vendite hanno subito una forte contrazione anche se, come spiega Dube, il dato del primo trimestre è sempre positivo (11% rispetto al 21% di un anno fa, ndr) e a doppia cifra.
Mister Dube, la Nano ha scombussolato il mercato. Ora la maggior parte dei colossi vi sta inseguendo.
«Negli anni l’industria dell’auto ha sviluppato prodotti arricchendoli per quanto riguarda il comfort, l’abitabilità e la sicurezza. Ma c’è una grande parte del mercato che chiede solo uno strumento di mobilità. Con la Nano copriremo questa richiesta. È una vettura senza troppi fronzoli, ma adatta allo scopo, che riscuote interesse anche anche negli Usa e in molti altri mercati».
Pensa che si potrà scendere sotto i 2.500 dollari per un’automobile?
«Noi non lo prevediamo. Dico solo che Nano è il primo prodotto di una piattaforma creata per essere flessibile e sviluppata ulteriormente, magari con l'ampliamento della gamma».
La vostra alleata Fiat è forte in Brasile. Potreste produrre la Nano anche nei loro impianti?
«Vista la grande richiesta che arriva dall’India, per ora la produciamo qui. Ma considerata la relazione ottima con Fiat non possiamo escludere future cooperazioni, anche se di questo argomento non si è ancora parlato. Lo stesso discorso vale, comunque, anche per tutta la gamma Tata».
Quando presenterete i piani industriali relativi a Jaguar e Land Rover?
«La firma è appena avvenuta. Fino a giugno saranno definiti tutti i dettagli. Quindi incontreremo i due management e si comincerà a pianificare».
I due marchi inglesi non perderanno la loro identità?
«Nel modo più assoluto».
Ci sono clausole che vietano a Tata Motors di stabilire, per Jaguar e Land Rover, rapporti di cooperazione industriale-commerciale con altri, per esempio Fiat?
«L'accordo con Ford prevede che Tata Motors faccia tutti gli sforzi per preservare l’importanza di questi marchi e assicurarne un futuro. È prematuro parlare di qualsiasi altra cosa».
Intanto, però, c'è chi mette in dubbio le vostre capacità di sostenerne il rilancio.
«In questi anni Tata ha dimostrato di perseguire i suoi piani e di trasformarsi da azienda specializzata nei veicoli commerciali a un gruppo capace di costruire vere automobili. L’acquisizione di Land Rover e Jaguar non dev’essere vista come una speculazione: è un investimento a lungo termine, con l'obiettivo di rilanciare questi marchi per i prossimi 30 anni».
Torino ha già fatto delle «avances»?
«Nessuna richiesta».
Cosa è cambiato per Tata dopo gli accordi con Fiat?
«Dal 2005 i vantaggi sono stati molteplici per entrambi. Abbiano aiutato Fiat a crescere nei volumi e nella nostra gamma sono arrivati, dalla casa italiana, modelli premium che vendiamo nella nostra rete. E ora siamo in attesa di commercializzare Linea e Grande Punto».
E presto anche Maserati e Alfa Romeo, da quanto ci risulta, in attesa della Ferrari.
«Con Fiat c’è un accordo ampio e aperto. Siamo pronti a fornire il nostro contributo allo scopo di identificare eventuali supporti in India per questi marchi».