Naomi, raffinata storia di un’adulterio

La Watts è protagonista con Edward Norton del dramma amoroso «Il velo dipinto»

«Quando mai una donna ama un uomo per le sue qualità?». In quest'interrogativo retorico c'è la prima verità del Velo dipinto di Somerset Maugham (Adelphi). Esso ha il suo peso nella sua terza versione cinematografica - sceneggiata da Ron Nyswaner (Philadelphia) per la regia di John Curran -, che giunge su iniziativa di Edward Norton, produttore e interprete del film. Se quell'osservazione sintetizza tante reali infelicità, il film ricostruisce anche l'esotismo di un'epoca (la Cina 1925-1927) con grande garbo e piccola spesa. C'è un ritorno di buon gusto nel riscoprire Maugham (un anno fa usciva La diva Julia) e il suo disincanto, per decenni fonte d'ispirazione di molti registi: sono venticinque i film tratti, prima di questo, dai suoi romanzi. Greta Garbo ed Herbert Marshall, Eleanor Parker e George Sanders hanno preceduto Naomi Watts e Edward Norton nei ruoli del Velo dipinto, titolo sulle «illusioni che celano le verità della vita».
Il velo dipinto spiegherà agli italiani che lo scisma anglicano è stato, fra quelli protestanti, il meno massimalista. Lo si nota dalla relativa propensione all'indulgenza di Maugham - nato a Parigi, del resto - per chi non consideri l'adulterio il peggiore dei mali. In tal contesto si spiega che l'unione fra un microbiologo di vasta cultura (Norton) e una borghese «ordinaria» (Naomi Watts) diventi vera passando per l'infedeltà.
Per avvicinare sul serio chi s'è trovato insieme malamente (innamorato lui, ma opportunista lei) occorre addirittura un'epidemia di colera. Insomma: molti, molti cinesi devono morire perché due inglesi si desiderino... Il destino prevarrà, ma solo dopo aver fatto riflettere senza annoiare.

IL VELO DIPINTO di John Curran (Usa/Australia 2006), con Edward Norton, Naomi Watts. 125 minuti